Trasporti
Cinque dirigenti comunali processati per un concorso
Entra nel vivo l’istruttoria sulla selezione per le “posizioni organizzative” Un testimone: «È stata fatta violando le norme e ci sono stati atti illeciti»
PRATO. «Quella selezione è stata fatta in violazione di alcuni regolamenti e abbiamo accertato condotte illecite di alcuni membri della commissione esaminatrice».
E’ entrato nel vivo ieri con la deposizione del sostituto commissario Vincenzo Ferraro il processo nei confronti cinque funzionari e dirigenti comunali accusati a vario titolo di falso e abuso d’ufficio in relazione a un concorso interno sospetto che si è svolto nel dicembre del 2007. Sul banco degli imputati, davanti al collegio presieduto da Ettore Nicotra, oltre all’ex direttore generale del Comune, Roberto Forzieri, ci sono l’ex direttore generale del Comune di Pistoia, Renzo Ferri, la dirigente Rosanna Tocco, lo psicologo Leonardo Caponi e la dirigente, all’epoca, del Comune di Firenze Sonia Ceccherini, difesi da Alberto Rocca e Piermatteo Lucibello.
La tesi del pubblico ministero Roberta Pieri è che la selezione interna del 2007 abbia violato delle precise norme di legge e di conseguenza abbia favorito alcuni candidati al posto di altri. Si tratta della selezione per l’assegnazione di 32 “posizioni organizzative”, in pratica un avanzamento di carriera e un’indennità annuale di 8.000 euro.
La selezione indetta col benestare della giunta Romagnoli in teoria doveva essere un sistema più trasparente rispetto al passato e alla prassi secondo la quale era il dirigente del settore a scegliere i più meritevoli. In realtà, secondo la Procura, sarebbe stata fatta in maniera tale da premiare comunque alcuni soggetti (non tutti, ovviamente) che erano già stati prescelti. A sollevare il caso è stata una denuncia di una dipendente, Maria Genise, ora parte civile assistita da Costanza Malerba. Oltre a lei ci sono tre dipendenti individuati come parti lese. Particolarmente delicato il caso di Renzo Ferri. Secondo quanto riferito dal testimone Ferraro, l’allora direttore generale del Comune di Pistoia sarebbe stato assente a una riunione della commissione dal cui verbale invece risultava presente. In quelle stesse ore sarebbe stato invece impegnato in un incontro sindacale a Pistoia (gli inquirenti hanno sequestrato le sue agende e acquisito i tabulati del telefono cellulare).Tra gli idonei sarebbe stata inserita una dipendente proveniente dal Comune di Firenze che non aveva nemmeno fatto la selezione e una posizione organizzativa sarebbe stata attribuita a un dipendente andato poi felicemente in pensione dopo un mese.
Paolo Nencioni
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