Gioco
Chiesero la mazzetta al cinese: dovranno restituire il doppio
PRATO. Insieme a un maresciallo dei carabinieri obbligò un confezionista cinese a pagare 8 milioni di lire per ammorbidire i controlli alla sua azienda. Ora, a distanza di più di dieci anni, la...
PRATO. Insieme a un maresciallo dei carabinieri obbligò un confezionista cinese a pagare 8 milioni di lire per ammorbidire i controlli alla sua azienda. Ora, a distanza di più di dieci anni, la giustizia contabile gli presenta un conto salato.
Un ex dipendente della Direzione provinciale del lavoro di Firenze, Giuseppe Castelli, 49 anni, residente a Prato, è stato condannato dalla Corte dei conti a restituire allo Stato, insieme al maresciallo Alfio Spitaleri, residente a Empoli, 8.263 euro oltre alle spese e agli interessi, cioè più del doppio di quanto i due riuscirono a estorcere al confezionista cinese. Lo ha deciso la sezione toscana della Corte dei conti in una sentenza depositata alla metà di maggio.
I fatti per i quali i due imputati sono stati citati in giudizio risalgono al 2001, quando il confezionista Lai Hai Tao, titolare della Confezione Giulia, subì un controllo da parte di Giuseppe Castelli, all’epoca addetto alla vigilanza presso la Direzione provinciale del lavoro. L’ispettore si presentò in orario serale e, senza chiedere alcun documento contabile dell’azienda, fece alcune domande all’imprenditore cinese, prospettandogli una verifica approfondita al termine della quale sarebbe stata certamente trovata qualche irregolarità. Ma c’era una soluzione molto semplice per evitare grane, aveva aggiunto subito dopo: pagare. In seconda battuta sarebbe intervenuto il maresciallo Spitaleri, all’epoca comandante del Nucleo ispettivo presso la Direzione del lavoro, per convincere il cinese che era meglio per tutti se metteva mano al portafoglio.
Fu dunque organizzata una cena in un ristorante fiorentino. Spitaleri accompagnò il confezionista, a cui vennero chiesti dieci milioni di lire. Qualche giorno dopo, avendo ottenuto un piccolo sconto, il cinese si decise a pagare 8 milioni, che vennero consegnati al carabiniere.
Nel giro di un paio di anni Castelli e Spitaleri sono poi stati condannati in primo grado a tre anni e quattro mesi di reclusione per concussione. L’indagine contabile invece è stata molto più lenta e la sentenza arriva addirittura a più di dieci anni dai fatti. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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