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Prato

POGGIO A CAIANO

C’è un aumento in vista per l’addizionale Irpef

di Eleonora Barbieri
C’è un aumento in vista per l’addizionale Irpef

POGGIO A CAIANO. Imu abitazione principale allo 0,4%, ma aumento dell'addizionale Irpef. Su questi due binari si muove il bilancio di previsione 2011 del Comune di Poggio a Caiano presentato ieri...

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POGGIO A CAIANO. Imu abitazione principale allo 0,4%, ma aumento dell'addizionale Irpef. Su questi due binari si muove il bilancio di previsione 2011 del Comune di Poggio a Caiano presentato ieri durante un'assemblea pubblica al circolo di Poggetto a cui seguirà l'incontro di stasera nella sala della Giostra in municipio. Un bilancio redatto con l'amaro in bocca e senza entusiasmo perchè come ha sottolineato il sindaco Marco Martini: «L'Imu non è dei Comuni, è un'imposta municipale mascherata. Noi ci mettiamo la faccia stabilendo le aliquote e facendo da gabellieri, ma poi gran parte delle entrate va allo Stato». In caso di casa vuote perché il proprietario si trova in rsa, si applicherà l'aliquota prima casa (0,4%). Le altre aliquote Imu prevedono: case sfitte allo 0,106%, terreni agricoli allo 0,2%, abitazioni a canone calmierato allo 0,76% e tutto il resto allo 0.96%, capannoni compresi. Il sindaco fa notare che se a tale aliquota si toglie la quota che va allo Stato, lo 0,38%, si ottiene quasi l'aliquota Ici applicata a Poggio fino a poco tempo fa, il 5,75 per mille. Il Comune prevede di incassare due milioni e duecentomila euro mentre 860mila euro di Imu andranno direttamente allo Stato. Con tale somma le casse comunali dovranno far fronte alla mancanza di un milione e 900mila euro di gettito Ici, e di circa un milione di euro in meno dovuto ai minori trasferimenti dello Stato (-360mila euro di fondo perquativo per il federalismo fiscale) e alla mancanza dell'addizionale Enel (-136mila euro) e all'eliminazione della compartecipazione Iva (-647mila euro).

Per riuscire a fare pari, è stato necessario ridurre la spesa di 360mila euro, metter mano all'Imu e ritoccare l'addizionale Irpef che da tempo era ferma al 5 per mille. «Una rimodulazione fatta in virtu del principio di progressività della tassazione sancito dalla Costituzione» precisa Martini.

Per i redditi sotto i 15mila euro infatti, l'addizionale è invariato, mentre sale di un punto, invece per ogni scaglione di reddito. Quindi va al 6 per mille, per chi guadagna tra i 15 e i 28 mila euro all'anno; al 7 per mille per chi va da 28 a 55 mila euro l'anno e 8 per mille per i redditi superiori a 55 mila euro annui. «Abbiamo fatto il possibile – conclude Martini – con l'obiettivo preciso di non toccare tre pilastri: sociale, istruzione e cultura. Ho togliato su tutto. Le spese di rappresentanza passano da 3.600 a 500 euro. Vorrà dire che per i matrimoni civili la sposa non riceverà più in dono il mazzolino di fiori, ma libri di storia locale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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