Sicurezza
Partito diviso in tre. Rocchi: mobilitazione
PRATO. E due. Il terzo round è fissato per giovedì prossimo, sempre in via Carraia e sempre con la direzione Pd. Lungo e difficile il confronto interno al Pd. Diviso più o meno in tre grandi...
PRATO. E due. Il terzo round è fissato per giovedì prossimo, sempre in via Carraia e sempre con la direzione Pd. Lungo e difficile il confronto interno al Pd. Diviso più o meno in tre grandi raggruppamenti: i fedelissimo della segretaria (parte ma non tutta la segretaria, Ferranti, Benigni, Logli, Risaliti, Beatrice Magnolfi che però ieri sera mancava) e di sicuro qualcun altro; gli ex della sua maggioranza congressuale, piuttosto delusi dal risultato politico di questo anno e mezzo: Giardi, Panerati, Menchetti, buona parte dei giovani del partito - almeno quelli che il documento l’anno steso - il gruppo dei “carlesiani” che sulle partecipate è entrato profondamente in frizione con gli anziani in segreteria. Sono loro a chiedere a gran voce un altro passo di marcia che non può che passare - secondo gli ex Ds - attraverso una profonda revisione degli organismi dirigenti a partire dalla segreteria. Infine i “ciuoffiani” che rappresentano la minoranza (40%) del partito, antagonisti naturali dei “bugettiani” ma che nell’ultima fase hanno trovato più di un punto di contato con la cosiddetta fronda che ormai si è trasformata in una proposta politica alternativa. I “ciuoffiani” stanno alla finestra. Sono stati però Matteo Biffoni e Alessio Beltrame, a conclusione della scorsa direzione, a chiedere esplicitamente un voto sul documento dei giovani che, visti i rapporti di forza in campo, avrebbe certamente ottenuto il consenso della maggioranza. Cosa chiedono i Giovani democratici? Lo spiega Lorenzo Rocchi che l’ordine del giorno l’ha scritto: «Una cosa semplice: che si cominci a fare opposizione. Il gruppo consiliare in Comune lo ha fatto e con forza - spiega - presentando la mozione di sfiducia al sindaco. Ecco - continua - da quel monte in avanti il partito doveva entrare in una campagna elettorale lunga che avrebbe dovuto continuare fino a ottenere il risultato o fino al 2014. Ma questo purtroppo non c’è stato ed è problema che si avverte». Chiedono mobilitazione permanente e l’ascolto delle istanze di associazioni e movimenti: «Ma tutto questo - conclude Rocchi - non per spaccare il partito, anzi per dare nuovo vigore».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google