Il Tirreno

Prato

La rimpatriata dei vecchi leoni

Monzali ha tastato il polso alla sinistra: ma la salute non è proprio buona

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PRATO. Marco Monzali si era ritagliato il ruolo di organizzatore e cerimoniere per l’iniziativa “Qualcosa di sinistra” tenuta giovedì sera al circolo Terminale, ma subito dopo l’incontro non nasconde la sua lettura in chiaroscuro dell’incontro. Se le presenze di esponenti di spicco della politica pratese come l’ex sindaco e consigliere regionale Fabrizio Mattei, il consigliere di Asm Adriano Benigni, l’ex presidente della Provincia Massimo Logli, l’ex assessore Paolo Noci potevano lasciare in bocca un retrogusto di vintage per il patron di Radiogas le preoccupazioni vanno annidate tanto nell’immagine quanto nei contenuti che la sinistra al momento è in grado di mettere in campo per produrre un’alternativa nel 2014 per riconquistare la città. «Troppo verbosa, non sufficientemente libera dai soliti schemi, inframmezzata da alcuni interventi decisamente fuori dal seminato, spesso, troppo spesso noiosa» è la sua diagnosi sulla serata, tanto per far capire a tutti la sua delusione. Una sensazione evidentemente da estendere allo stato di salute del centrosinistra a Prato che, per citare un esempio riportato da Massimo Logli, ha mancato l’appuntamento di una mobilitazione popolare per rafforzare l’efficacia della mozione di sfiducia al sindaco Cenni. Monzali trae alcune considerazioni sui partiti, i contenuti e il personale politico del centrosinistra. «I primi ci sono e sono imprescindibili, ma non riescono ad essere protagonisti, non discutono, non propongono, non coinvolgono». Molto meglio poi i decaloghi che i programmi estremamente dettagliati per governare Prato. Non ci sarebbe a detta di Monzali da fare una grande distinzione fra “nuovi” e “vecchi” della politica. Se il rinnovamento ha da esserci questo – a suo avviso – non può tradursi in una rottamazione di una classe dirigente. Tirando le somme le primarie possono ancora indurre ottimismo. «Meno male che ci sono» afferma convinto. Pur rigettando toni da rottamazione un dato va comunque registrato. Al Terminale, loro luogo di ritrovo e di riunioni operative, non si sono fatti vedere in massa i giovani dell’Assemblea Libertà è Partecipazione. Non sono un partito organico all’alleanza di centrosinistra, vero, ma sono una costola della sinistra locale. E a fine serata pesa molto il commento tranchant del portavoce Diego Blasi: «Sembra una chiamata a raccolta della politica degli anni ‘80».

Carlandrea Poli

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