Il Tirreno

Prato

«Il centro oncologico facciamolo privato»

di Cristina Orsini

Summit in Comune sul progetto Pitigliani. Mattei: il presidente Rossi ha altre idee Fondazione Cassa: procediamo in autonomia. Mazzoni: incontreremo il ministro

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PRATO. Bello ma impossibile. Sembra essere la sorte del progetto fortemente voluto dalla fondazione Pitigliani, raccolto e promosso dal sindaco Roberto Cenni, di un centro di ricerca oncologico d’avanguardia da realizzare nelle strutture dell’ospedale Misericordia e Dolce. Invece di abbatterlo usarne strutture e apparecchiature per portare a Prato un’eccellenza «che richiamerebbe pazienti dal tutto il centro Italia». Lo ha detto il sindaco in una riunione pubblica, lo ha ribadito l’altro giorno nel summit, convocato nel suo ufficio in Comune, e al quale hanno partecipato oltre a Giovannella Pitigliani, presidente della Fondazione omonima, il marito, il professor Salvatore Fini, alcuni medici della Fondazione, il presidente della Provincia Lamberto Gestri, i consiglieri regionale Alberto Magnolfi, Pdl e Fabrizio Mattei, Pd, il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio Ferdinando Albini, il deputato Pdl Riccardo Mazzoni. Assenti ma invitati i deputati Pd Andrea Lulli e Antonello Giacomelli. Una riunione ai massimi livelli nella quale il sindaco ha cercato una condivisione, politica ma non solo, alla possibilità di riusare edifici e strutture altrimenti da abbattere, il primo, da trasferire le seconde, in vista dell’entrata in funzione dell’ospedale nuovo a Galciana.

Partita complessa, quella sul vecchio ospedale, dove si intersecano, scontrandosi, gli interessi di Asl e Regione intenzionate a recuperare almeno una buona fetta dei 43 milioni (il costo dell’area di proprietà dell’Asl) che con un accordo la scorsa amministrazione aveva promesso alla Regione e quelli del Comune, che l’accordo ha fatto saltare e che procede con una propria pianificazione urbanistica contenuta nel Piano strutturale adottato giovedì. Su tutto, una nuova legge regionale che sulle aree ospedaliere scandisce tempi e modi per la valorizzazione.

La risposta più netta è venuta dal consigliere regionale Mattei che un colloquio con il presidente della Regione l’ha avuto poco tempo addietro (al contrario del sindaco - stigmatizza il centrodestra - che un colloquio l’ha chiesto mesi fa senza per altro averlo ancora ottenuto). Mattei ha apprezzato l’idea ma ha anche detto chiaramente che sarà molto difficile realizzarla visto che le volontà del governatore viaggiano su tutt’altri binari. L’idea di Rossi - ha spiegato Mattei - sarebbe quella di realizzare un grande centro oncologico di ricerca a Careggi, collegato all’Università, non prima di aver riunito a Firenze le eccellenze dei tre centri che attualmente operano in Toscane. Insomma chiuderne due, per costruire uno più grande. Secondo problema: quello dei 43 milioni, appunto, che la Regione potrebbe risolvere attraverso un’operazione immobiliare sull’ex area ospedaliera. In questo caso i conflitti col Comune - in assenza di confronto - sarebbero scontati.

I tecnici della Fondazione Pitigliani hanno fatto notare che il centro compie già ricerche avanzate (ricerca traslazionale, fatta direttamente sul paziente e con cure personalizzate), un investimento da centina di migliaia di euro e che a Prato opera già uno dei luminari dell’oncologia italiana, Angelo Di Leo. «Smantellare qualcosa che esiste già e che funziona - è stato il ragionamento - per fare la stessa cosa da un’altra parte resta difficile da comprendere».

Una proposta è venuta dal presidente della Fondazione Cassa: procedere in piena autonomia, acquistare l’area ospedaliera con un investimento compiuto da un pool di banche ma garantito da fondi bloccati della Fondazione (che investimenti in campo sanitario direttamente non ne può fare)e realizzare un centro privato ma da convenzionare. Una provocazione, forse, che ha però ha trovato buona accoglienza.

La strada alternativa l’ha tracciata Mazzoni che si è mosso a livello governativo per cercare il sostegno necessario al centro di ricerca pratese. E il governo ha risposto. Il 13 giugno prossimo alle 14 è fissato a Roma un incontro con il ministro della Sanità Renato Balduzzi al quale, oltre Mazzoni, parteciperanno il sindaco Cenni e una delegazione della Fondazione Pitigliani. Se il governo aprirà uno spiraglio molto ancora si dovrà discutere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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