Il Tirreno

Prato

Maggioranza a pezzi, giunta a rischio crisi

di Cristina Orsini
Maggioranza a pezzi, giunta a rischio crisi

Mazzoni si appella «al collettivo senso di responsabilità» e convoca d’urgenza la maggioranza. “Magnolfiani” e leghisti (Nord e Toscana) molto a disagio

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PRATO. Proprio stufi. Stufi «di servire solo quando c’è da votare senza mai avere voce in capitolo quando vengono prese le decioni» dicono i Leghisti della Toscana. Stufi «di essere trattati come una banda di ragazzotti di campagna mentre noi abbiamo un pedegree politico di tutto rispetto» dicono i “magnolfiani” che fanno capo a Francesco Innaco e a Gianluca Banchelli. Stufi: «Dei soliti intrallazzi nelle partecipate e della poca chiarezza nelle scelte» è la posizione di Futuro e Libertà, per altro già passata all’opposizione.

Maggioranza di centrodestra in Comune a pezzi. Le conseguenze si sono viste, nitidamente, nel voto dell’altro giorno, in consiglio, sul Piano strutturale: 17 no 20 sì, ma la quadra è stata difficile da conquistare: con consiglieri Pdl perennemente al cellulare per convocare gli assenti, con minacce di defezione fino all’ultimo momento, col voto del sindaco divento indispensabile «ma così non deve essere». E c’è chi promette o forse minaccia «che giovedì è stato solo il primo round», una sorta di prova generale di crisi annunciata per una giunta che fa sempre più fatica a tenere assieme i pezzi ma che dovrà affrontare un secondo banco di prova, ancora più scivoloso, a fine giugno, con il voto sul Bilancio: «Ma un mese per la politica - dice chi si forza, e ce ne sono, di ricucire - è un’era geologica». Si vedrà.

Intanto però è Innaco, uno dei leader della minoranza Pdl, a buttarla lì: «Bilancio? Per noi ancora non esiste. In questi mesi non c’è stata una volta nella quale qualcuno ci abbia interpellato per spiegarci quali decisioni si stiano prendendo e per avere un confronto con noi sulle scelte da fare». Malumore evidente. Sul quale - dopo avere convocato una riunione di maggioranza informale ma urgente per fare il punto sulle frizione di giovedì ma con la Lega che non si presentata - butta acqua il coordinatore provinciale Pdl Riccardo Mazzoni: «E’ paradossale - dice - che nel momento in cui la giunta sta mettendo a frutto il lavoro di tre anni, una parte della maggioranza continui a dare l’immagine che tutto non va». Pratilia, l’Imu ad aliquote standard per tutto il 2012, l’approvazione del Piano strutturale, per Mazzoni sono «il risultato di un’amministrazione assolutamente positiva. Il “malpancismo” di professione - continua - è il peggio della cattiva politica. Confido in un collettivo senso di responsabilità - è l’appello - non determinato da alcun senso di appartenenza ma dalla convinzione della bontà delle scelte amministrative». «L’occasione - prosegue - per dimostrare la ritrovata compattezza sarà il Bilancio. I nostri elettori- conclude Mazzoni - da noi si aspettano solo questo». Mazzoni sarà ascoltato? Difficile dirlo. Certamente il sindaco Roberto Cenni è determinato ad andare avanti nel mandato, evitando qualsiasi resa dei conti e, per quanto possibile, senza esasperare le situazioni. Che a conti fatti, però, sono critiche anche nei numeri. La giunta Cenni contava su una maggioranza larga: 24 consiglieri. I due di Fli (Bini e Lo Russo) sono passati all’opposizione, cinque consiglieri Pdl (tra i quali Innaco, Banchelli, Gestri e Bardazzi) fanno sempre più fatica ad allinearsi. In più hanno stretto un “patto” con le due Leghe: Nord e Toscana (Soldi, Tosoni e Paradiso) che manifestano e non da ora, un certo disagio. Si tratta di 10 consiglieri in tutto ma sufficienti a buttare all’aria il banco.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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