Il Tirreno

Prato

Piano strutturale adottato il centrodestra va all’attacco

di Cristina Orsini
Piano strutturale adottato il centrodestra va all’attacco

Il sindaco: «Strumento moderno». L’assessore Cenni: «Centrosinistra ignorante o in malafede» Sul dimensionamento: «Per consentire l’emersione dei clandestini». Interramento all’ex Banci

4 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Adottato, faticosamente a maggioranza, il nuovo Piano strutturale - il primo per Prato - dal consiglio comunale: 17 no (Pd, Idv) e 20 sì (Pdl e Lega) con il voto del sindaco Roberto Cenni. Per il centrodestra si tratta, comunque sia, di un punto a favore sul pallottoliere. Che ha scatenato una ridda di polemiche a destra come a sinistra. E se non più di 24 ore fa il centrosinistra ha bocciato senza ripensamenti la carta urbanistica della città, ieri è toccato al centrodestra rispondere per le rime. Tutti, tecnici e politici, tranne il sindaco che dopo gli affondi del presidente Pd Massimo Carlesi ha mantenuto aplomb e distacco. Ha semplicemente fatto i complimenti alla sua squadra, assessore Gianni Gianni e progettista Gianfranco Gorelli in testa, ed ha definito il Piano «uno strumento estremamente moderno e molto vicino all’idea di quale città Prato diventerà nel futuro». Per il resto, botte.

E’ l’assessore all’Urbanistica Gianni Cenni a non mandarla a dire: «Non capisco se le affermazioni fatte - attacca - siano dettate da ignoranza o da malafede. Probabilmente da entrambe perché quando si vuole fare i maestrini con la penna rossa e i novelli Savonarola poi c’è il rischio di entrare in confusione». La prima contestazione è sulla presunta cementificazione del Piano: «Portata da persone - dice Cenni - che hanno tenuto fermo per anni il progetto Pratilia per fare, invece, il Parco Prato su un’area che secondo il Prg di Sechi era un corridoio verde e con 350mila metri cubi di nuova edificazione». Passaggio a volo d’uccello su Pratilia: «Il Pd contesta previsioni urbanistiche adottate dalla precedente giunta, cioè la loro», un altro sul sospetto avanzato dal Pd di favori, nelle aree svincolate, «agli amici degli amici». «Se qualcuno sa qualcosa di più circostanziato - tuona Cenni - vada e faccia denuncia».

Chiarezza, invece è stata definitivamente fatta sul dimensionamento del Piano criticato dal Pd (46mila nuovo abitanti in prospettiva). «Si continua a fare confusione - ha spiegato l’assessore - tra dimensionamento e obiettivi. Non per forza ci dovranno essere 46mila nuovi abitanti, ma l’amministrazione ha il dovere di prendere atto che la città sta scoppiando e che in certe zone sovraffollamento e illegalità imperano. Il nostro obiettivo è dare la possibilità a tutti quei soggetti, oggi clandestini, in particolare nella comunità cinese, che vogliamo uscire dall’ombra di poterlo fare». E’ stato il progettista Gorelli a sottolineare come «il Piano strutturale si divida in due parti: lo statuto e le strategie. Lo statuto, terminato la scorsa legislatura, è stato semplicemente recepito da questa giunta. Le strategia invece sono state fatte ex novo. Abbiamo fissato paletti rigidi sul consumo di territorio e sull’uso di aree industriali dismesse con autolimitazioni nello statuto. Mi sarei aspettato - ha concluso - una battaglia politica sulle scelte del regolamento urbanistico, le avrei capite meglio». Il dirigente dell’Urbanistica Francesco Caporaso, oltre ad annunciare una nuova fase partecipativa «per informare tutta la città su come dovranno essere fatte le osservazioni», ha aperto gli uffici dell’urbanistica «a qualsiasi tipo di informazione o spiegazione i cittadini richiedano».

Trasparenza anche sull’accelerazione impressa all’iter del Piano: «La Regione - ha spiegato Cenni - torna a parlare di approvazione del Pit con all’interno la pista parallela di Peretola e il Parco della Piana con i relativi ottocento ettari di aree di frangia messe in salvaguardi, del tutto autonomamente, sul territorio di Prato. Si tratta di territori sui quali, per meno di un decimo (70 ettari) - ha continuato - il nostro Piano strutturale prevede nuova edificazione. In pratica la Regione parla di sviluppo per Peretola e di far coltivare le zucchine a Prato ma innaffiante dal kerosene degli aerei. Se il Comune - ha aggiunto Cenni - approva il suo strumento prima del Pit, sarà poi la Regione a dover fare i conti con scelte diverse». Infine la novità: per confutare che la sostenibilità ambientale al Soccorso si possa ottenere solo con l’interramento delle Declassata, Cenni ha rivelato «che un interramento in trincea della da Vinci, di circa 500 metri, è previsto anche di fronte all’ex Banci, per dare continuità con il futuro parco alle Badie. Il collegamento sarebbe garantito da un ponte pedonale». Sottoterra alle Badie, sopra terra al Soccorso. Anche questo farà polemica.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini