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Prato

Il dissenso serpeggia nel Pdl e nella Lega

Il dissenso serpeggia nel Pdl e nella Lega

All’interno della maggioranza cresce il malumore nei confronti della giunta guidata da Cenni

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PRATO. Quando sul tabellone del salone consiliare lampeggia l'esito della votazione qualcuno dai banchi del Pdl vorrebbe pur far partire un applauso per l'adozione del piano strutturale. Ma è un gesto isolato, perché quel 20 a 17 non è soltanto il segno delle defezioni nelle file del centrodestra. È soprattutto un messaggio politico dirompente. Esiste un'area ampia del dissenso che, dai magnolfiani del Pdl alle due Leghe, sta saldando un asse per costringere la giunta e il sindaco a cambiare decisamente la rotta politica. Lo si capisce nel pomeriggio, quando i consiglieri del Pdl Banchelli, Innaco, Gestri, Bardazzi insieme al leghista padano Soldi e al leghista toscano Tosoni si riuniscono a porte chiuse per concordare una linea comune. Le voci filtrano lo stesso. Dalla tutela per i proprietari delle prime case sull'Imu alla mancanza di sensibilità verso le famiglie indigenti sono molti i punti di collisione fra il gruppo degli scontenti e l'amministrazione. Il più esplicito è Federico Tosoni una volta uscito dalla riunione: «Ho perso l'entusiasmo, credo che Cenni farebbe meglio a convocare un tavolo politico per analizzare la situazione della maggioranza». La sua defezione si somma a quella del padano Leonardo Soldi, che apre una questione politica in contrapposizione col presidente del consiglio comunale Maurizio Bettazzi dopo un diverbio al limite della rissa avuta la sera prima in piazza fra l'esponente del Pdl e un militante leghista. Assente, ma per motivi personali, anche il consigliere del Popolo della Libertà Albini. L'unico della compagnia che al momento conserva una posizione saldamente affine all'amministrazione è Emilio Paradiso: «Voto a favore dopo aver avuto rassicurazioni sul fatto che da questo piano strutturale non ci sarà nuova cementificazione». Banchelli, invece, interviene quasi come il capo di un gruppo autonomo rispetto a quello del Pdl: «Noi - facendo riferimento alla sua ala - votiamo a favore per disciplina di partito». Si muove così tanto la politica dietro le quinte, che il Pd stavolta deve affondare il colpo duramente per marcare la sua opposizione a Roberto Cenni: «Le nostre proposte su ospedale, Pecci, Macrolotto Zero e Banci sono state liquidate in 25 minuti. Serve una mano pubblica in urbanistica" afferma il capogruppo Carlesi. Il sindaco dal canto suo coglie l'occasione per riaffermare sulla materia la migliore fattibilità del viadotto al Soccorso, ma il comitato con cartelli in mano disapprova.

Carlandrea Poli

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