Il Tirreno

Prato

«Qui non si piangono addosso»

di Alessandro Pattume
«Qui non si piangono addosso»

La testimonianza di Marcello Ramalli, della Vab pratese, al lavoro sui luoghi del terremoto

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PRATO. Da ieri mattina, dopo una notte insonne attraversata da più di quaranta scosse, il sindaco di San Possidonio riceve dietro una scrivania direttamente in piazza Andreoli.

«La scossa di martedì mattina ha fatto crollare una parte della torre rendendo inagibile anche il Comune», spiega Marcello Ramalli, quarantenne pratese, fino a domenica sera referente delle associazioni di volontariato impegnate nel campo della protezione civile del piccolo Comune in Provincia di Modena. Ramalli stava tornando a Prato quando l'altro ieri il terremoto è tornato a colpire l'Emilia.

Così a Barberino ha fatto inversione ed è tornato a San Possidonio. «E in meno di tre ore mi sono reso conto che è cambiato tutto - racconta - Non solo la torre è venuta giù, la maggior parte delle case è diventata inagibile ma anche la gelateria che dal 20 maggio i volontari avevano preso come punto di riferimento era chiusa. Un edificio recente. Con le pareti schiantate, sul punto di collassare da un momento all'altro».

Il campo della protezione civile toscana di San Possidonio è ai margini del paese, in un campo da calcio circondato dal verde. Lì sono state erette le tende ed è lì che dopo la scossa di lunedì mattina si sono riversati in preda al panico anche coloro che dopo il 20 maggio erano tornati alle loro case. «Sono terrorizzati, hanno passato la notte in bianco e stamattina (ieri ndr) un uomo mi ha detto che se la prima scossa li aveva feriti, la seconda ha dato loro il colpo di grazia - racconta Ramalli - Ma questa è gente forte, che non si piange addosso e impiegherà poco a rimettersi in piedi, se i riflettori sulla zona rimarranno accesi».

Fino a martedì, l'emergenza del campo di San Possidonio aveva finito per allentarsi un po'. «Abbiamo avuto la fortuna di avere un campo giochi attrezzato con tanti alberi proprio accanto alle tende - dice Ramalli, che fa parte della Vab di Prato - Un luogo che le persone hanno usato non solo per portarci i bambini ma anche per passare qualche ora in pace durante le ore più calde della giornata. Dopo le tre scosse di lunedì e i nuovi arrivi però, una parte del giardino lo abbiamo dovuto recintare per piantarci le tende».

Ieri mattina, mentre da Prato partivano 8 volontari della Croce Rossa, il campo regionale di San Possidonio ospitava quasi 400 persone. «Avevamo 330 posti letto occupati nelle tende e la nostra ludoteca gonfiabile stipata di gente - spiega - Una situazione delicata visto che è difficile trovare anche il pane e la presenza di tante mamme con i bambini. A questo va aggiunto, ci tengo a dirlo, che abbiamo accolto anche tante persone provenienti da altri paesi vicini e una gran quantità di extracomunitari».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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