Il Tirreno

Prato

Dai banchi gli imprenditori del futuro

di Maria Lardara
Dai banchi gli imprenditori del futuro

Quaranta studenti del Dagomari, Buzzi e Livi hanno partecipato al concorso “Eyes”, per dieci di loro stage nelle aziende

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PRATO. Il loro non era un compito né facile né scontato, data l’età. Giovani, anzi giovanissimi. Con un cuore che già scalpita per il fare impresa. Talenti sbocciati tra i banchi di scuola, piccoli imprenditori in erba. In cinque mesi hanno buttato giù un’idea e, numeri alla mano, hanno redatto un business plan trovando persino un compagno di classe con cui mettersi in società.

Soci in affari con partner anche stranieri, per ora solo nella finzione. Intanto, i più meritevoli dei corsi si sono aggiudicati un breve stage formativo che darà loro modo di vedere con i propri occhi la quotidianità di un imprenditore: è il “premio” toccato a dieci dei quaranta studenti di quarta e quinta del Dagomari, Livi e Buzzi che da gennaio in poi hanno seguito in classe il progetto Eye, promosso dall’associazione Artes e finanziato dal Comune con un contributo anche del Gruppo dei Giovani Imprenditori.

Per loro, al termine della scuola, si apriranno le porte di alcune aziende del distretto per lo stage. Giusto il tempo di annusare l’aria di come si lavora in un lanificio o in una tintoria, in un laboratorio d’analisi oppure una società di servizi: nella lista delle imprese aderenti figurano Laboratorio Brachi, Gruppo Colle, Marini Industrie, Bgs Consulting e Ethos. Ieri mattina, nell’auditorium di palazzo dell’Industria, la platea era tutta per questi ragazzi che si sono presentati con il business plan in mano, ragionando di costi fissi e variabili come dei veri adulti.

C’è chi punta a fare impresa con un portale di e-commerce che metta nel carrello virtuale più articoli di diverse tipologie, come nel caso del progetto targato Dagomari di Patrick Melai, Francesco Grassi e Federico Verrengia. Chi invece, come Federico Cartini e Elisa Maccanti dell’istituto d’arte di Montemurlo (indirizzo moda e costume), sogna di aprire una sartoria su misura di fascia alta, proponendo un servizio di personal shopping e una settimana gratuita di capi da regalare per farsi pubblicità.

A loro ha dispensato consigli Francesco Marini del direttivo dei Giovani Imprenditori. Figlio di Riccardo (lanificio Marini & Cecconi), è uno insomma che del mestiere se ne intende. «Fossi in voi non farei la concorrenza sui prezzi, ma punterei più sul servizio», ha spiegato Marini. A dare il benvenuto ai ragazzi ha pensato la padrona di casa Gaia Gualtieri (presidente dei Giovani Industriali), mentre l’assessore Giorgio Silli ha sottolineato il risvolto in chiave d’integrazione di questa imprenditoria in embrione che ha fatto incontrare anche giovani di etnie diverse. «Voi futuri imprenditori non avrete vita facile: oggi in Italia chi sceglie questo mestiere è da considerare un eroe. Il vostro futuro – ha sottolineato Silli - dovrete vederlo in comunione con i vostri dipendenti». Proprio l’aspetto etico del fare impresa è stato oggetto dell’intervento del direttore di Artes Giorgio Fozzati che, rivolto verso i ragazzi, li ha esortati a valorizzare la persona. Infine, la consegna degli attestati di frequenza del progetto Eye ai ragazzi con la chiosa finale del presidente dell’Uip Andrea Cavicchi. «E’ importante lavorare anche sulla comunicazione per la presentazione dei progetti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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