Sicurezza
Ora anche i “piccoli” sono costretti ad aprire
PRATO. Non vogliono sentir parlare di lavoro per il Primo Maggio o il 2 giugno (quando rimarranno chiusi) ma alla fine, alla tentazione di fare numeri di domenica in domenica, hanno ceduto anche loro....
PRATO. Non vogliono sentir parlare di lavoro per il Primo Maggio o il 2 giugno (quando rimarranno chiusi) ma alla fine, alla tentazione di fare numeri di domenica in domenica, hanno ceduto anche loro. Coop e Parco Prato rompono il tabù del turno di riposo settimanale e, dal prossimo 3 giugno, terranno sempre aperti, ogni domenica. Proprio come Pam, Conad e l’Esselunga di viale Galilei. Secondo la Filcams-Cgil, per bocca del suo segretario Alberto Santini, «il supermercato non ha deciso di aprire a prescindere ma si adegua a una condizione di mercato: di questo i lavoratori ne sono consapevoli».
Che non dovranno scordarsi di famiglia e tempo libero, visto che la loro domenica di lavoro è solo su base volontaria. Un capitolo a parte merita invece il resto delle attività commerciali del Parco Prato. Anche i piccoli negozi, andando a ruota dietro Coop, dovranno alzare il bandone ma non fanno certo salti di gioia alla prospettiva. Diverso può essere il caso di “giganti” come Decathlon ed Euronics. «Non illudiamoci che con queste aperture piovano nuove assunzioni. Semmai, il contrario: possibili tagli di stipendi e ritardi nei pagamenti. I piccoli esercizi – fa sapere Santini - mi hanno più volte manifestato la volontà di non essere obbligati ad aprire come invece succede. Se deve essere liberalizzazione, che lo sia davvero».
Non ci sono, a detta del sindacato, pregiudiziali ideologiche contro le aperture domenicali. «Ma la gente deve sapere che quando va a fare la spesa di domenica, dietro la cassa c’è una persona magari con famiglia che subisce conseguenze negative per quella presenza lì, a servire la clientela». Al di qua delle vetrine del Parco Prato, intanto, ci attrezza alla meglio per reggere l’impatto del lavoro domenicale. Da Titty Ceramiche, ad esempio, si sconvolge un intero assetto familiare. «Le difficoltà non mancano, come per tutte le imprese a conduzione familiare. Devo scomodare mia madre perché mi tenga aperto il negozio», fa sapere la titolare. (m.l.)
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