Il Tirreno

Prato

Giusti: «Occorre un nuovo patto sociale»

Il presidente di Confartigianato concorda con le linee guida del nuovo presidente dell’Unione industriale pratese

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PRATO. Flessibilità al posto dello scontro sull'articolo 18, riduzione della burocrazia nelle amministrazioni pubbliche e tempi certi di pagamento: parole che suonano come musica per le orecchie del presidente degli artigiani di Confartigianato Luca Giusti, il quale rilancia l'invito di Cavicchi al mondo politico a dare vita a un nuovo patto con gli imprenditori per la ripresa economica, allargando la proposta a tutta la città. «Quello che oggi serve è un nuovo patto sociale - afferma Giusti - è impossibile pensare di superare la tempesta di questo difficile momento senza coinvolgere tutti gli attori del distretto, un'idea, tra l'altro,di cui si era già parlato anche all'interno del Patto per Prato presentato dal governatore Enrico Rossi».

Quella di Giusti non è una voce fuori dal coro quando si tratta di dare la propria opinione sulla giornata che ha visto i due leader dei maggiori partiti italiani, Angelino Alfano e Pierluigi Bersani, darsi appuntamento a Prato per interloquire con il mondo dell'industria. «Le premesse mi sembrano buone a giudicare dallo stile con cui il nuovo presidente degli industriali affronta le problematiche del distretto», commenta. Al centro del dibattito, la questione del rilancio e della crescite a dell'economia: «Col senno di poi avrei chiesto a entrambi di assumersi un impegno preciso rispetto alle proposte che sono state fatte loro in quell'occasione», ha spiegato il presidente degli artigiani.

«Bene che abbiano riconosciuto il valore della nostra creatività e capacità imprenditoriale - ha aggiunto - ma di fronte a questo, non significa che la politica abbia il diritto di deresponsabilizzarsi: c'è bisogno di tutela e soprattutto di creare un contesto favorevole alle imprese, in cui la competitività non sia vincolata soltanto all'estro e alla fantasia dell'imprenditore». E aggiunge riprendendo un passaggio della relazione del presidente degli industriali sul ruolo centrale dell'etica all'interno dell'impresa. «E' una tematica importantissima, a cui teniamo molto - afferma - ma è più difficile essere virtuosi se non sin pretende il rispetto delle regole da parte di tutti».

Secondo Giusti però la strada imboccata è quella giusta: «Nonostante la contrapposizione fra categorie fosse già venuta meno nell'era Marini - continua - auspico che dal passaggio di testimone tra il vecchio e il nuovo presidente degli industriali possa cominciare tra noi un rapporto ricco di idee ed energie nuove. Quanto fatto finora è stato importante e spero che si possa fare sempre di più» . Sul tema dei suicidi per motivi economici Giusti chiosa: «Non ritengo che sia giusto strumentalizzare queste situazioni per attirare l'attenzione della politica nei nostri confronti - dice - non dovrebbe esserci bisogno di arrivare a questo per dimostrare che c'è bisogno di fare qualcosa per rilanciare l'occupazione e lo sviluppo economico».(b.b.)

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