Il Tirreno

Prato

«Un patto tra Prato e politici Pd e Pdl»

di Ilenia Reali
«Un patto tra Prato e politici Pd e Pdl»

É la proposta di Cavicchi a Bersani e Alfano. E poi esorta i colleghi: «Torniamo a essere imprenditori, ad avere coraggio»

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PRATO. «Dobbiamo combattere la disoccupazione come un male sociale gravissimo e dobbiamo recuperare la consapevolezza del ruolo sociale che svolgiamo recuperando l’orgoglio, la voglia di rischiare e la capacità di sognare». E’ con queste parole rivolte ai propri colleghi che il neo eletto presidente degli industriali pratesi Andrea Cavicchi ha aperto la parte pubblica dell’assemblea dei 100 anni di Confindustria Prato.

La sala incontri dell’Unione industriale non era mai stata così piena. Non solo non c’erano posti a sedere ma al primo piano del palazzo di Confindustria non c’era un metro quadrato libero. Settanta, solo i giornalisti accreditati per seguire l’assemblea degli industriali pratesi che aveva più elementi di interesse: la presenza dei leader politici dei più importanti partiti italiani Pier Luigi Bersani (Pd) e Angelino Alfano (Pdl) a cui si aggiunge il presidente neoletto di Confindustria Giorgio Squinzi; poi c’era l’elemento dei festeggiamenti del centenario dell’Unione e il fatto che Cavicchi attrae anche imprenditori che spesso non frequentano il palazzo. Insomma l’assemblea degli industriali, alla fine, si è trasformata in un evento.

«Lavoriamo insieme - ha commentato Cavicchi subito dopo l’elezione (307 voti, 6 schede bianche, 291 voti a favore, 16 contrari) - ai politici e ai sindacati per rimettere al centro le cose fondamentali: il lavoro, gli imprenditori e l’impresa. Riscopriamo il valore del lavoro e incentiviamo le aziende e anche noi imprenditori riprendiamo a fare formazione. Anche noi dovremo lavorare sulla nostra persona: crederci, recuperare l’orgoglio, tornare ad avere un ruolo sociale. Dobbiamo tornare a essere imprenditori e non fare gli imprenditori. Questo è il momento del coraggio e delle decisioni. Troppo spesso ho incontrato colleghi persi, smarriti per avendo aziende sane. Incontriamoci, facciamo rete, confrontiamoci con le associazioni.Facciamo progetti e realizziamoli e dico alle istituzioni locali, in tempi certi».

Un messaggio di ottimismo per chi è il motore delle imprese ma anche per i politici che vivono momenti di difficoltà. «Con la perdita di fiducia nella politica è un rischio per il sistema. Serve però buona politica, serve trasparenza, la passione del lavoro per il bene comune».

Un intervento che non ha seguito la relazione scritta, quello di Cavicchi, dove il neo presidente ha pagato per alcune ripetizioni dovute all’emozione ma che ha guadagnato nel creare un rapporto con il pubblico che lo ascoltava, creando una sorta di esortazione.

Minore lo spazio dedicato alle richieste. «E adesso - ha detto strappando un sorriso alla platea - vi chiedo quello di cui abbiamo bisogno».

Riduzione della tassazione sulle aziende, una riforma seria del lavoro, la riduzione del cuneo fiscale, la riduzione del costo dell’energia e del gas, l’accorciamento dei tempi della giustizia, la riduzione della burocrazia e dei tempi di pagamento della pubblica amministrazione. E anche: tutela del made in , regole di accesso ai mercati, reciprocità rispetto ai paesi terzi, tutela e rispetto delle leggi internazionali .

E poi una richiesta - caduta nel vuoto - ai politici presenti. « Facciamo un patto tra questo laborioso distretto e la politica - ha suggerito a Bersani e Alfano - noi ci candidiamo a diventare interlocutori di riferimento nel dibattito nazionale sul tema del lavoro e della piccola impresa. Questo farà bene al nostro distretto ma a tutte le realtà manifatturiere italiane».

Altro servizio a pagina 10

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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