Il Tirreno

Prato

Promosso ma non da Cenni

di Maria Lardara
Promosso ma non da Cenni

Il sindaco critica la relazione del neo presidente: «Non ha toccato temi pratesi»

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PRATO. Tutti vogliono vederlo presto all’opera, tutti sperano che quelle cinque pagine di relazione non rimangano solo carta. E’ un Cavicchi che vince e convince quello di ieri pomeriggio, soprattutto quando lancia l’appello per un rinnovato patto fra imprese e politica. Almeno a parole. Ma proprio le parole sono un biglietto da visita importante e quelle del debutto, pronunciate dal palco di Palazzo dell’Industria dal presidente dell’Uip, hanno lasciato un po’ di amarezza in bocca al sindaco Roberto Cenni. Unica voce controcorrente rispetto al coro di applausi e consensi al nuovo numero uno della Confindustria locale. Sì perché il primo cittadino si aspettava un discorso un po’ più declinato in chiave pratese. «E’ mancato il riferimento a questioni più locali e alle ripercussioni che su Prato potrebbe avere una certa politica nazionale, come la scomparsa della Provincia. La riorganizzazione della pubblica amministrazione è un tema importante per gli effetti sul territorio. Nessun accenno poi alla questione cinese, alla legalità e al distretto parallelo – prosegue Cenni - Il recupero dell’evasione fiscale nazionale a Prato assume una sua specificità. Detto questo, apprezzo il richiamo all’unità del neo presidente: da questa crisi se ne esce tutti insieme».

A Cavicchi invece tende la mano fin da subito il presidente della Provincia Lamberto Gestri: «Prepariamo insieme l’agenda. Se l’appello a un patto fra imprese e politica implica un cambio di passo per tutti io ci sto. Dobbiamo farlo nel nome del lavoro e dei giovani». Altro capitolo: l’elogio del ruolo sociale dell’imprenditore, caro soprattutto al Vescovo Gastone Simoni, “colpevole” di essere arrivato in ritardo all’assemblea pubblica per ritrovarsi così prima in piedi e poi seduto all’ultima fila. «Una relazione pervasa da un afflato di fiducia, quella di Cavicchi - dice Simoni- Condivido l’enfasi sull’imprenditore come persona con il richiamo alla sua moralità e creatività». Con quel discorso il presidente ha emozionato e appassionato. Chi sposa più di una sua tesi è il presidente della Camera di commercio Carlo Longo. «Dobbiamo ritrovare il coraggio di essere imprenditori. Quella di Andrea è stata una relazione sentita e sofferta. Emozioni che ha saputo trasmettere a noi imprenditori». E mentre di Cavicchi il parlamentare Pd Antonello Giacomelli apprezza «il tono franco nell’analisi della situazione economica pratese», la prima impressione sul successore di Marini è buona anche tra i sindacati. «Gli faccio intanto auguri di buon lavoro – esordisce il segretario della Cgil Alessandro Fabbrizzi - Mi sono piaciuti i suoi richiami alla concretezza, al saper fare dei pratesi e al valore etico del fare impresa che passa anche dal rapporto con dipendenti».

Che Cavicchi abbia toccato temi trasversali non è sfuggito nemmeno al segretario della Cisl Stefano Bellandi per cui «l’attenzione al lavoro e alle nuove assunzioni dei giovani vanno nella direzione opposta dell’ex presidente nazionale Marcegaglia che aveva ingaggiato una battaglia indecente contro l’articolo 18». Commenti positivi anche fra i sindaci di Montemurlo e di Vernio, Mauro Lorenzini e Paolo Cecconi («in un momento di crisi, Cavicchi elogia lo scatto dell’imprenditore a spendersi per il lavoro e, se necessario, a reinventarlo»), così come fra gli artigiani. Per il presidente di Confartigianato Luca Giusti l’auspicio è che nasca «una nuova stagione di collaborazione e dialogo anche tra committenti e terzisti», mentre per il suo collega della Cna Anselmo Potenza «bene ha fatto Cavicchi a chiedere che si torni a parlare di politiche industriali, proponendo Prato come interlocutore nel dibattito nazionale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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