Gioco
Morto a 90 anni Alberto Moretti L’artista fondò la Galleria Schema
Era malato da tempo e ricoverato in ospedale. Domani i funerali a Carmignano
Se n'è andato un altro pezzo e simbolo di Carmignano, che le colline medicee ha portato nel mondo. La notte scorsa si è infatti spento, a 90 anni, il maestro Alberto Moretti. Era malato da tempo e ricoverato in ospedale. "L'ultima è stata una notte particolarmente faticosa" racconta l'assessore alla cultura di Carmignano, Fabrizio Buricchi.
Il nome di Moretti è, per tutti gli appassionati di arte contemporanea, legato alla Galleria Schema, il cenacolo di artisti che a Firenze molto sperimentò dagli anni Settanta e che lui stesso ha diretto, assieme all'amico di sempre Raoul Dominguez. Un po' un pezzo della famiglia, assieme alle due nipoti. Quelli di Moretti, con Quinto Martini e Aldo Cigheri, sono i colori del Novecento carmignanese. Ma Alberto Moretti, l'artista con la casa studio all'ombra della Rocca, è stato anche un partigiano. «Insieme ad altri portai la miccia con cui il gruppo di Borgardo Buricchi fece saltare l'11 giugno del 1944 il treno tedesco carico di esplosivi a Poggio alla Malva» raccontava a chi gli chiedeva. Carmignanese doc, da tempo, dopo ave viaggiato per il mondo ed aver vissuto a lungo a Firenze, si era ritirato nella sua casa di Carmignano, vicino allo spazio d'arte contemporanea che in suo nome il Comune, in via Borgo, ha inaugurato quattro anni fa: omaggio al maestro e a chiunque nell'arte voglia sperimentare. Sarà lì che la salma sarà esposta.
Stamani per ricordare Moretti ci sarà una commemorazione nella cappella degli artisti in Santissima Annunciata a Firenze. Il maestro faceva parte dell'accademia delle arti e del disegno. Domani alle 15 si svolgeranno invece i funerali nella chiesa di Carmignano. La salma sarà momentaneamente tumulata a Comeana, ma solo perché nel capoluogo non ci sono loculi a disposizioni. Poi sarà trasferita a Carmignano, dove Moretti ha scritto che voleva essere sepolto, assieme ai resti della madre. L'esordio artistico di Moretti risale agli anni Quaranta. Iniziò con i ritratti, trasse poi ispirazione dai paesaggi di Soffici e Rosai. Quindi, dopo la guerra, si spinse verso la frontiera dell'astrattismo, pioniere di linguaggi e tecniche diverse. «Passati dal dramma della guerra c'era bisogno di andare verso qualche cosa che fosse una liberazione da quello stato» scriverà anni più tardi. Il passaggio dall'astrazione geometrica all'informale fu il passaggio successivo, seguito dalla svolta materica. «Un passaggio - confessò Moretti - quasi casuale: nel fare le litografie adottavo l'acqua e nell'adoperare l'acqua vennero fuori colori e forme spontanee». Ma in fondo anche questa è l'essenza dell'artista. (w.f.)
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