Il Tirreno

Prato

La scienza affascina i bambini di oggi più delle favole

di Alessandro Pattume

I gusti della lettura degli alunni della scuola Anna Frank Gli stranieri sembrano i più affamati di conoscenza

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MONTEMURLO. A "Piccole donne" preferiscono manualetti di bricolage, a Mark Twain avventure di ambientazione medievale oppure testi scientifici. Sono le letture scelte dagli studenti della scuola elementare "Anna Frank" di Oste nella biblioteca "dei bambini per i bambini", riorganizzata completamente nel settembre scorso dall'insegnante Cinzia Orlandi. Il risultato non sono solo centinaia e centinaia di prestiti che hanno coinvolto i 220 alunni della scuola, compresi gli 85 bambini di origine straniera, ma anche ma anche qualche sorpresa di natura didattica.

«Le favole non interessano più a nessuno» comincia Cinzia Orlandi, la responsabile della biblioteca. Che sia un segno dei tempi o meno, le richieste virano infatti su altri temi e sin dalla prima elementare anche su altri toni. «Vogliono capire come funzionano le cose, come si fanno con le mani oppure cosa è successo in passato - spiega la Orlandi - E questo si traduce in bricolage, piramidi, medioevo, scienza e geografia. Ma il dato più significativo è che tutti i bambini stranieri leggono e lo fanno in continuazione nonostante alcuni di loro non parlino bene la nostra lingua». Alla "Anna Frank" ci sono cinesi, nigeriani, pakistani, marocchini, albanesi e rumeni. «Tutti vengono in biblioteca, si scelgono il libro e poi lo scrivono sul registro dei prestiti - continua la responsabile - Fanno tutto da soli perchè questa è una scuola e devono imparare a scrivere e a prendersi qualche responsabilità».

Alla "Anna Frank" se ogni anno arriva qualche bambino straniero, qualcun altro se ne va: per tutti rimane la stessa voglia di capire come funziona il mondo e di conoscerlo a sazietà. Anche per questo la biblioteca diventa il punto di unione di due mondi: quello del computer con cui gli alunni hanno grande dimestichezza, e quello dell'elenco telefonico o delle enciclopedie che da buoni "nativi digitali" non conoscono affatto. Così due manufatti che sembravano caduti nel dimenticatoio e dai nomi emblematici come "Conoscere" e Scoprire" ritrovano dignità diventando strumenti della didattica di tutti i giorni. «Molto spesso per fare una ricerca i ragazzi presentano un riassunto di quello che trovano su internet - continua Cinzia Orlandi - Grazie alle enciclopedie della biblioteca, su consiglio delle insegnanti, possono però cercare e trovare foto e punti di vista diversi che possono essere utili». Ben diverso il discorso per quanto riguarda gli elenchi del telefono, che sono raccolti come se fossero veri e propri libri. «Abbiamo creato questa sezione quando ci siamo accorti che i bambini per cercare un numero di telefono usavano solo internet - racconta Cinzia Orlandi - Adesso, per il telefono, sanno dove venire a cercare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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