Il Tirreno

Prato

Che pedalate con la grinbaicche

di Alessandra Agrati

Primo premio al trofeo Aci ready2go per il prototipo dei ragazzi del Buzzi

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Si chiama grinbaicche, ma dietro al nome poco scientifico, si racchiude un progetto che ha impegnato 20 ragazzi della IV e V N del Buzzi insieme ai loro insegnanti di meccanica Alessandro Zanco, Carlo Scardazzi, Fabrizio Colzi e Vincenzo Carosella responsabile della parte logistica. Il biposto elettrico a pedalata assistita è stato presentato al 1° trofeo Aci ready2go, dove ha vinto il primo premio per la miglior performance del veicolo e per sicurezza e affidabilità. Successo assoluto anche per la velocità; sul circuito di Montecatini il pilota Dario Gonfiantini e i copiloti Vincenzo Ferrulli ed Edoardo Nocentini hanno volato, aggiudicandosi il miglior tempo. «Il progetto - spiega Zanco -ha occupato molte ore anche extra curricolari, ma è stata un'occasione importante per i ragazzi di vedere concretamente non solo la fase della progettazione, ma anche quella della realizzazione». Tutto il veicolo, a costo quasi zero grazie ad alcuni sponsor che hanno fornito gratuitamente il materiale e alla colletta dei ragazzi per comprare il materiale di minuteria, è stato realizzato all'interno del dipartimento di meccanica. L'anima di questo progetto è Vincenzo Carosella, l'assistente di laboratorio che quest'anno, dopo 28 anni di insegnamento al Buzz, andrà in pensione. Una figura particolarmente amata dai ragazzi, ma soprattutto fondamentale come raccordo fra il mondo della scuola e quello del lavoro. Carosella si occupa dell'organizzazione degli stage formativi e quindi mantiene i rapporti con le aziende e i neo diplomati; nella sua lunga carriera ha trovato un impiego ad oltre 1000 ragazzi. «La soddisfazione più bella - spiega - è quando trovo un posto a qualcuno, mi sento soddisfatto e anche orgoglioso, sia per la scuola, che continua a fornire tecnici preparati, sia per i ragazzi». Da pensionato Carosella continuerà a svolgere questa funzione di "ufficio di collocamento" da esterno. «La rete che è stata creata con le imprese, soprattutto quelle del distretto di Calenzano che richiedono continuamente meccanici, poiché il settore chimico inizia anche a costruire impianti, -spiega -è un patrimonio che non va perso».

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