Il Tirreno

Prato

Cavicchi piace ai colleghi i politici molto meno

di Barbara Burzi
Cavicchi piace ai colleghi i politici molto meno

Tutti pronti a farsi trascinare dall’entusiasmo nel neo presidente ma c’è tanta delusione per le risposte date da Bersani e Alfano

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PRATO. Andrea Cavicchi mette d’accordo tutti gli imprenditori. E’ questa la prima sensazione che si ha parlando con loro. L’entusiasmo del neo presidente dell’Unione ha contagiato la platea, che ascoltando la sua relazione, si è detta sentirsi parte di un progetto. Del resto, coinvolgere il più possibile la base è tra le sue priorità. E adesso, la squadra che affiancherà il presidente, attende solo che le vengano assegnati compiti e deleghe per iniziare a lavorare per Prato. A partire dai primi due vice presidenti scelti, Lorenzo Guazzini e Francesca Fani. Entrambi hanno dichiarato di sentire tutta la responsabilità di questo incarico in un momento particolarmente delicato per l'economia locale, ma che si sarebbero aspettati di più dai leader nazionali dei due maggior partiti intervenuti a Prato. «Non mi è piaciuto lo scaricabarile nei confronti dell’Europa e le dichiarazioni riguardanti il credito delle imprese verso lo Stato fatte da chi ha tenuto il timone del governo negli ultimi dieci anni…», ha fatto notare Guazzini. Fani, dal canto suo, non ha risparmiato critiche: «Questa classe politica non può venire qui a sostenere che la nostra creatività e capacità imprenditoriale bastano per superare il dumping…». La presidente dei Giovani industriali Gaia Gualtieri, entrata di diritto a far parte della presidenza in base a una recente modifica dello statuto, ha ribadito: «Cercherò di valorizzare al massimo il ruolo dei giovani all'interno dell'associazione, facendo in modo di portare avanti le attività in sinergia con il programma della presidenza». Un po' deluso dai politici intervenuti all'assemblea anche l'imprenditore Roberto Caverni, il quale ha fatto notare la scarsa concretezza emersa dai loro discorsi. Parole di saggezza sono venute da Antonio Lucchesi, uno dei senior dell'Unione industriale pratese nonché ex presidente : «Le parole di Cavicchi mi hanno colpito molto perché guardano al futuro in chiave positiva invece di sottolineare quello che non va», ha detto. «Ho apprezzato soprattutto la parte della relazione in cui si sottolinea che certe difficoltà si superano solo con la coesione, con un gruppo unico e coeso di imprese che possa fare pressione sul sistema politico. Sono inoltre convinto che d'ora in poi le battaglie che riguardano le decisioni importanti si vincano in Europa e che si debba cercare di fare il più possibile per essere flessibili, ovvero capaci di disegnare il nostro percorso strada facendo in base all'obiettivo che ci poniamo e che può cambiare in base alle esigenze di un più ampio sistema globale di cui anche Prato ormai fa parte» . «La questione centrale è l'Europa – ha ribadito Franco Bini - per il futuro mi aspetto più fatti che parole, non solo da Confindustria ma anche dalla politica». Alle reazioni di tutti si sono aggiunte anche quelle del presidente uscente Riccardo Marini , il quale ha auspicato che Cavicchi riesca a portare avanti il lavoro da dove lui lo ha lasciato. «E' stata una bella giornata – ha detto - ma dagli ospiti mi aspettavo qualcosa di diverso dall'elenco dei problemi che conosciamo. Purtroppo i politici sono abituati a rapportarsi con le situazioni in modo teorico e poco pratico». E ha aggiunto riferendosi al Governo: «E’ l’ora di finirla di vessare gli imprenditori con continui balzelli. Sono stato tra quelli che ha sostenuto questo governo quando era il momento di farlo ma adesso basta, occorre che la politica metta in campo le misure per il rilancio e la crescita».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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