Sicurezza
La raccolta dei rifiuti racconta come è cambiata la città
Da spazzina a operatrice ecologica: Maura è stata la prima donna assunta all’Asm 28 anni fa «Oggi è tutto più pulito, allora non c’erano né gli spogliatoi femminili né i bagni per fare la doccia»
PRATO. Da spazzina a operatrice ecologica, dietro il cambio del nome si nasconde una città che muta, una tecnologia che avanza, la nascita di nuovi servizi legati alle esigenze della popolazione e la scomparsa di altri.
Maura Milani da 28 anni lavora all' Asm, è stata la prima donna ad essere assunta e ora si è specializzata nella raccolta di siringhe, farmaci scaduti e pile. «È passato tanto tempo dal mio primo giorno di lavoro - ricorda -, ma soprattutto è cambiata Prato, allora mi muovevo con una bicicletta, che chiamavamo “il ciclo”, le macchine erano poche e solo in dotazione al sorvegliante. Avevo un cestino fissato al manubrio e uno dietro, nel mezzo dovevo sistemare la scopa. Una mattina d'inverno, la sede era ancora in via Galcianese, sono salita sul mio mezzo, c'era nebbia e dopo venti minuti non ero ancora arrivata al cimitero della Misericordia, la bici pendeva sempre verso destra, i pedali sistematicamente mi colpivano i polpacci, era uno strazio. Niente a che vedere con i mezzi di oggi».
Dalla bicicletta all'ape, al furgone, la storia di Prato passa anche attraverso i mezzi di trasporto, ma i cambiamenti delle abitudini si leggono pure nei rifiuti.
«Oggi tutto è più pulito, vent'anni fa - ricorda Maura - tornavo a casa sporca, allora non potevo fare né la doccia né cambiarmi perché in azienda non c'erano gli spogliatoi né i bagni femminili, d'estate mi schizzavo di pomodoro, perché tutti facevano la pomarola, addirittura una volta, quando Baciocavallo era aperta campagna, ho messo un sacco nel compattatore e non so perché dopo poco mi sono trovata le interiora di un coniglio sul viso. Un'esperienza che ricordo ancora oggi con disgusto».
Anche l'ambiente di lavoro rispecchiava una società diversa, fondamentalmente maschilista. «Mi chiamavano “pecorina sperduta”, perché era un mondo di uomini che all' inizio non mi accettava, soprattutto i vecchi spazzini. Avevano abitudini completamente diverse dalle mie; a colazione mi preparavano un panino con la mortadella a cui avevano tolto la mollica con le mani, oppure mi offrivano aringhe salate. Decisamente troppo per il mio stomaco».
Anche l'organizzazione del lavoro era diversa; oggi tutto è gestito tramite computer, allora ogni mattina gli spazzini ricevevano gli incarichi direttamente nel piazzale, quando era terminata la pulizia delle strade assegnate, si poteva tornare alla sede, magari anche a leggere il giornale in attesa di poter tornare a casa.
«Nei tanti anni passati ad Asm - spiega Maura - ho fatto anche lavori che oggi non esistono più, come il servizio lavanderia per le scuole, le farmacie comunali e soprattutto agli anziani». La raccolta dei vestiti sporchi, su segnalazione dei servizi sociali, era sicuramente lo specchio di altri tempi; la lavatrice in casa era un lusso così Asm si faceva carico del lavaggio.
«Le lavatrici erano a fianco della chiesa della Pietà, etichettavamo tutto e su un foglio scritto a mano segnavamo accanto alla sigla il nome e l'indirizzo del proprietario. Mi manca quel rapporto familiare che si instaurava con la gente, spesso mi offrivano il caffè, avevano voglia di stare a chiacchierare. Oggi questo aspetto si è decisamente perso».
Altro segno che i tempi sono cambiati e la scomparsa dei bagni pubblici.
«Quando ho iniziato la gente andava a farsi la doccia in Santa Caterina, poi si fermava dal barbiere o dal parrucchiere, era normalissimo vedere persone con un pezzo di sapone in mano ad aspettare di entrare».
Al tempo c'era ancora il macello e il mercato ortofrutticolo, oggi decisamente ricordi nella memoria di pochi. Il miglioramento dell'igiene passa anche dall' utilizzo dei sacchi della spazzatura, negli anni '80, i cestini venivano utilizzati senza sacchetti.
Evoluzione anche nella moda. Oggi le operatrici ecologiche hanno vestiti più comodi, quando Maura ha iniziato non venivano fatti per le donne, così ottenne una dispensa speciale per acquistarli da un grossista.
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