La polizia festeggia ma con sobrietà dopo le tragedie
Il questore Cerulo sprona i suoi uomini: «Voi, protagonisti di atti di eroismo che spesso passano inosservati»
PRATO. «Un giorno la paura bussò alla porta, andò ad aprire il coraggio e non trovò nessuno». Cita Martin Luther King, il questore Filippo Cerulo, nel piazzale del Convitto nazionale Cicognini, all’apertura della festa per il 160° anniversario della fondazione della polizia. Una festa in tono minore, all’insegna della massima sobrietà, come ha spiegato lo stesso Cerulo: «Irecenti e tristissimi fatti di cronaca - ha detto riferendosi all’attentato di Brindisi e al terremoto in Emilia - non possono e non devono lasciarci indifferenti. Nel rispetto delle vittime di eventi naturali catastrofici e di atti umani di inspiegabile follia, ci limiteremo alla consegna degli attestati di merito».
Attestati che sono stati conferiti a una ventina tra funzionari, assistenti e agenti di polizia. Un encomio solenne all’assistente Marcello Lalli che ha eseguito un arresto per tentato omicidio; un encomio il vice questore Francesco Nannucci, capo della Mobile, all’ispettore capo Fausto Ricciardi, all’assistente capo Chiara Satti, al sovrintendente Donatina Condemi, agli assistenti capo Stefano Liverani, Danilo Maggi e Giovanni Marrano; un encomio all’ispettore Marco Nencioni; una parola di lode al sovrintendente Marco Zanchi, e all’agente scelto Francesco Fretta; una parola di lode al sovrintendente Marcello Turco, all’assistente capo Paolo Verdone e agli assistenti Gianpaolo Desio ed Ermina Ferrentino, al sovrintendente Emilio Perulli e all’agente scelto Antonio Veneruso; una parola di lode al sostituto commissario Nicola Calcagna, all’assistente capo Ernesto Delle Monache, ai sovrintendenti Angelo Caiazzo e Raffaele Di Marino, all’assistente capo Anna Pagano e all’assistente Massimiliagno Melaragni. Altri riconoscimenti verranno consegnati in un’altra cerimonia in Questura.
Protagonisti, chi più chi meno, di storie di coraggio e di innovazione, che era lo slogan scelto quest’anno per la Festa della polizia. «A fronte dell’importanza e dell’indispensabilità della loro attività - ha detto il questore Cerulo rivolgendosi ai suoi uomini - non va sottaciuta l’indifferenza che sovente circonda il loro operato. Non dimentichiamo che molte volte gesti di puro eroismo non hanno alcun riscontro e passano addirittura inosservati, all’ombra dei grandi fatti di cronaca. A ciò si uniscono le difficoltà, di non poco conto - ha concluso il questore - dovute alle ristrettezze economiche, conseguenza di questa dura crisi, e alla carenza di personale».
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