Il Tirreno

Prato

Fu un centro commerciale avveniristico

Fu un centro commerciale avveniristico

Costruito nel 1978, anticipò di decenni la filosofia della grande distribuzione, poi il lento degrado

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PRATO. In principio fu Pratilia. Prima di Campi e del gigante I Gigli, fu Pratilia. I pratesi furono i primi a lanciare la filosofia del moderno centro commerciale nel lontano marzo 1978. Era l’epoca dei carrelli riempiti alla Standa da chi veniva qui a fare la spesa, negli anni Ottanta e Novanta. Nel periodo d’oro, i quattro livelli della struttura che tanto destò scalpore per la sua forma avveniristica e moderna ospitavano un centinaio di negozi, il supermercato Standa e i magazzini d’abbigliamento, negozi di animali, strumenti musicali e dischi, ferramenta, un calzolaio, i tappeti “Kish”. Per finire, una piscina della Polisportiva Pratilia sul tetto oltre a un tennis club e a una discoteca. Un passato di cui rimane traccia nella polvere e nei mucchi di macerie che si annidano qua e là negli ampi locali interni. Oggi Pratilia è emblema del degrado. Sparsi ovunque pezzi di vecchi cartelloni pubblicitari, colli di bottiglia rotti e coperte che fanno pensare a freddi dormitori. Le indicazioni di una vecchia piantina posta all’ingresso fanno riannodare il nastro della storia. L’ultima a restituire le chiavi fu la Pratilia Arredi nel 2003. Quando Esselunga acquisì il centro commerciale nel 2001, la Standa in fallimento aveva già abbassato il bandone. Infine, una curiosità: alcune scene del film “Berlinguer ti voglio bene” con Benigni furono girate sul tetto di Pratilia nel 1977, mentre era in costruzione il centro. (m.l.)

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