Sicurezza
Tracce di sette clan di camorra in provincia
L’allarme della Fondazione Caponnetto sulla presenza della criminalità organizzata sul territorio
PRATO. Prato è la seconda città a livello regionale a rischio usura, preceduta da Pistoia, in aumento anche la presenza dei clan malavitosi campani che nel 2012 hanno raggiunto quota 7.
Questi i dati contenuti nel report sulla criminalità e l’usura a Prato presentato in Provincia. «Il territorio – ha spiegato Salvatore Calleri, presidente della Fondazione Caponnetto – è ha rischio, anche se le forze dell’ordine hanno la situazione sotto controllo. Le associazioni malavitose italiane si intrecciano sempre più con quelle straniere. Oltre alla presenza della mafia cinese, ci sono tracce di quella africana, georgiana e rumena, temiamo anche il progressivo insediamento di quella russa, già attiva sulla costa e a Lucca.».
Dal rapporto presentato dall’ associazione elaborato dallo Sportello della legalità emerge che sul territorio sono attivi due clan siciliani, tre calabresi, sette campani e tre tipologie di mafie cinesi(colletti bianchi, gang giovanili e la triade).
Silente la presenza di cosa nostra, mentre si sta fortificando la ’ndragheta collegata a clan che operano a Lucca, in ascesa la camorra, tanto da parlare di situazione di allarme. A Prato ci sono anche sequestri di droga a carico dei nigeriani, mentre permane la presenza dei magrebini nello spaccio al dettaglio, ma una parte si sta specializzando nelle rapine ai danni dei cinesi, considerati bancomat ambulanti.
Un altro fenomeno preoccupante è l’usura, che ovviamente trova un terreno fertile nella crisi sia per gli imprenditori sia per le famiglie. I dati presentati sono relativi al 2010, ma in parte vengono riconfermati per il 2011; le denunce due anni fa sono state 15, pari al 10%, le stime però parlano di 300 persone nella morsa dell’ usura, quindi il 90% resta sommerso. «Esiste un aspetto psicologico – ha sottolineato la ricercatrice Asel Elena Micheloni - unito a una legge che tutela liberi professioni e imprenditori, ma non i privati cittadini». Intanto nel 2012 gli imprenditori toscani vittime di usura sono 8.000, cinque le operazioni di polizia contro clan che gestivano anche l'usura, l’ultima il 7 maggio, un migliaio gli affiliati alle cosche in Toscana. A preoccupare anche la posizione delle banche. «Chiedo anche alla Prefettura - ha dichiarato l’assessore alle politiche sociali Loredana Ferrara - un intervento forte perché negli ultimi due anni gli istituti di credito hanno aumentato i dinieghi di accesso ai fondi antiusura del 40%. Con la situazione economica che abbiamo a Prato è necessario invece dare risposte immediate».
Alessandra Agrati
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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