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«Abbiamo fatto di tutto per aiutare Barbara»

«Abbiamo fatto di tutto per aiutare Barbara»

VAIANO. Barbara Baudielli, la donna disperata perché non riusciva a pagare le bollette di Equitalia, è sempre stata aiutata dal servizio sociale del Comune di Vaiano; dal 2008 al 2010, anno in cui ha...

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VAIANO. Barbara Baudielli, la donna disperata perché non riusciva a pagare le bollette di Equitalia, è sempre stata aiutata dal servizio sociale del Comune di Vaiano; dal 2008 al 2010, anno in cui ha ottenuto la casa popolare, l'amministrazione le ha erogato 1000 euro al mese, sotto varie formi di contributi. A snocciolare i dati sono l'assistente sociale Federica Rovai e il responsabile dei servizi Fabio Lanè che hanno deciso di raccontare la loro verità. «Abbiamo assistito la signora - spiega Lanè - ancora prima che si ammalasse e lo abbiamo continuato a fare, ma dal 2010 non è più venuta a chiederci nessuno aiuto. L'unica volta che si è presentata in Comune è stato per chiedere al sindaco il patrocinio per un concorso di bellezza, intanto però era troppo occupata per presentarsi alle visite di controllo dell' Asl. Questo comportamento potrebbe farle perdere il diritto acquisito a una parte di invalidità». Anche Rovai dipinge una situazione molto differente rispetto alla versione di Barbara. «Voglio chiarire che nessuno ha intenzione di portarle via la figlia , tutti i nostri sforzi sono stati fatti nell' ottica di garantire alla ragazza di continuare a crescere in famiglia. Infatti non abbiamo mai fatto nessuna segnalazione agli organi giudiziali. La nostra porta è sempre aperta, ma ciascuno deve prendersi le proprie responsabilità». A testimonianza di quanto affermato vengono presentati tutti i conti fino ad ora pagati a sostegno di Barbara: fino a quando ha abitato a Larciano l'amministrazione ha contributo alle spese di affitto a cui si sono sommati un contributo di 350 euro per la minore a carico, l'esonero del pagamento della mensa scolastica, il pagamento dei libri per la scuola media, gli insegnanti avevano raccolto le copie omaggio che non sono mai state ritirate, più altri contributi straordinari. «Quando si è ammalata - continua Lanè - abbiamo anche attivato il servizio di pulizie domiciliari, ma la signora contemporaneamente andava a pulire le case di altre famiglie. Inoltre abbiamo pagato per diverso tempo un insegnate che seguisse la ragazza nei compiti a scuola e abbiamo attivato, pagandolo in parte, un percorso per i disturbi dell' apprendimento. L'altra parte è stata pagata dal padre». Numerosi anche i progetti che sono stati pensati per aiutare , in modo particolare uno in collaborazione con l'associazione Pitigliani che prevedeva la gestione di uno sportello di aiuto per persone malate di cancro, che però non è andato a buon fine «per mancanza di riservatezza da parte di Barbara».

Inoltre per sei mesi il Comune ha pagato una borsa lavoro per le pulizie alla palestra di Vaiano. Il coinvolgimento dei servizi sociali c'è quindi stato e anche in modo sistematico.(a.g.)

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