«Interessante ma stiamo coi piedi per terra»
Il giudizio del sindaco sullo studio Ciatti. Bernocchi: propaganda Pd, Ciuoffo: in tempo per cambiare
PRATO. «Progetto interessante, non c’è dubbio. ma il pool di tecnici ai quali ci siamo rivolti ribadisce che i problemi della falda e dei sottoservizi, sono di difficile risoluzione. In particolare per contenere la falda occorrerebbe una barriera di 800 metri che nessuno ci consiglia di fare». È il sindaco Roberto Cenni ad esprimersi sul progetto di fattibilità del raddoppio della Declassata al Soccorso dell’ingegnere Luigi Ciatti che prevede l’interramento in trincea coperta. Progetto che è stato presentato ieri al presidente della provincia Lamberto Gestri e all’assessore Alessio Beltrame.
«Il documento - aggiunge Cenni - lo faremo circolare per analizzarlo in profondità ma dobbiamo restare con i piedi per terra e tenere ben presenti i risultati delle indagini idrogeologiche e quelli dell’impatto ambientale fatto dallo studio Iride. Resta comunque uno studio interessante e certamente redatto da persona che ha a cuore il futuro della città».
Arrivato fuori tempo massimo, invece, per l’assessore alla grandi opere Filippo Bernocchi che non risparmia critiche.
«Si tratta - dice - solo di propaganda politica del Pd che vuole, facendo perdere tempo, ritardare la risoluzione dei uno dei problemi più importanti di Prato, che la città aspetta da decenni». «Stupisce - continua Bernocchi - che un professionista affermato si presti a questa strumentalizzazione politica. E stupisce anche - conclude - che Ciatti nel convegno dell’Ordine degli ingegneri nel quale è stato presentato lo studio sull’impatto ambientale, non abbia detto alcunché su ciò che invece stava progettando». L’assessore Bernocchi precisa anche che: «Non è questione di un progetto o di un altro per quanto concerne l’arrivo dei finanziamenti statali. È un problema mal posto: il Comune ha già compiuto una scelta sulla base di approfondimenti tecnici che riguardano tre aspetti fondamentali: salute, ambiente e falda e il risultato è stato che la soluzione meno impattante è quella che esclude l’interramento. Noi andiamo avanti». Infatti il primo giugno il Comune presenterà il progetto del viadotto al ministero.
Per un altro tecnico, l’ingegnere Stefano Ciuoffo, Pd, ex assessore all’Urbanistica, non si è fuori tempo massimo per cambiare tipo di progetto: «Perché nessuno - spiega - è stato ancora finanziato. E parlare di allungamenti di tempi per una nuova valutazione di impatto ambientale rispetto a un’opera che durerà cento anni, credo sia di difficile spiegazione ai cittadini».(c.o.)
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