Il Tirreno

Prato

In quattro assaltano la Bpv e finiscono in manette

di Paolo Nencioni
In quattro assaltano la Bpv e finiscono in manette

Un bandito ferisce il direttore alla Castellina e i complici si arrabbiano con lui «Tranquilli, ce l’abbiamo con lo Stato», ma i carabinieri li stavano aspettando

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PRATO. «Tranquilli, non ce l’abbiamo con voi, ce l’abbiamo con lo Stato». Hanno fatto sfoggio di sangue freddo i tre banditi che ieri pomeriggio, intorno alle 16, hanno dato l’assalto alla filiale della Castellina della Banca popolare di Vicenza, ferendo anche il direttore con un trincetto. Non sapevano che all’esterno c’erano già i carabinieri ad aspettarli. E così, quando pensavano di averla fatta franca, si sono trovati davanti i militari che li hanno rincorsi e arrestati, insieme a un quarto uomo che faceva il palo. Sono tutti siciliani, di età compresa tra i 47 e i 52 anni. Due vivono in città, gli altri due sono venuti apposta da Palermo, chiamati dai primi due, e non è escluso che la “trasferta” prevedesse anche altre rapine, altrimenti i 1.300 euro racimolati ieri sarebbero bastati appena a coprire le spese.

In attesa di qualche particolare in più che i carabinieri racconteranno oggi, la dinamica del colpo è abbastanza chiara. I quattro arrivano in via Giovanni Miniati nel primo pomeriggio a bordo di una Mercedes grigia classe A intestata a uno di loro (particolare quasi inverosimile, ma tant’è). Aspettano che il direttore e una cassiera facciano ingresso in banca insieme a una cliente, la fioraia, e in tre si accodano mentre uno resta fuori. Nessuno si accorge di niente. Una seconda dipendente prova a entrare e rimane chiusa nella bussola, la scambiano per una cliente.

Dentro le cose procedono secondo il solito copione: i tre vengono bloccati con fascette di plastica, ma accade un imprevisto. Uno dei tre banditiperde il controllo e ferisce a una mano il direttore dell’agenzia col trincetto. Gli altri due si arrabbiano di brutto col complice. Ci sono attimi di concitazione, il direttore perde sangue, i tre decidono di uscire in fretta.

Ma all’esterno, come detto, ci sono già i carabinieri della Tenenza di Montemurlo e i colleghi di Vaiano. Non è una presenza casuale. La “batteria” di rapinatori era tenuta d’occhio già da qualche tempo. I carabinieri sapevano che avrebbero fatto qualcosa e dunque li hanno seguiti come ombre. Semmai possono essere stati spiazzati da quel particolare dell’auto “pulita” usata per il colpo, come se i quattro volessero fare un semplice sopralluogo.

Sembra che già in mattinata uno o più membri del gruppo criminale si fossero affacciati in banca senza un motivo apparente. Stavano forse tastando il terreno. E pare che siano andati anche in altre banche cittadine, in cerca dell’obbiettivo più favorevole.

Alla fine si sono decisi per la Bpv della Castellina, una stradina tranquilla, lontana dalle caserme, con una comoda via di fuga verso viale Galilei e la tangenziale.

Quella frase («Tranquilli, ce l’abbiamo con lo Stato») non ha un particolare significato, se non quello di evitare il panico. Non era certo una rapina di autofinanziamento in stile Br. I quattro che sono finiti in manette sono rapinatori comuni, tutti con precedenti specifici.

Le fasi della cattura sono state riprese con una macchina fotografica da una residente. Si vede un bandito che viene bloccato sulla scalinata della banca, un altro che fugge verso la “guglia” della Castellina inseguito a piedi dai militari; un altro ancora, forse il palo, che prova a scappare verso il ponte Datini. Sembra che la fuga di quest’ultimo sia stata rallentata da un passante, che poi ha consentito ai carabinieri di ammanettarlo. Fine ingloriosa di una rapina che doveva essere di routine.

Dopo aver arrestato i quattro, i carabinieri sono stati a lungo impegnati nella raccolta delle testimonianze, mentre scattavano le perquisizioni delle abitazioni cittadine usate da due membri del gruppo. Sul posto è rimasta la Mercedes grigia dei banditi, sul sedile posteriore diverse fascette di plastica uguali a quelle usate durante il colpo. Ne avevano fatto una bella scorta: forse pensavano che ci fosse più gente, oppure le avrebbero usate per altre rapine.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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