Il dolore
Volpaie, la Corte d’appello condanna il Comune
Cinquecentomila euro per l’inquinamento. Rinviata a giugno la questione relativa all’esproprio dell’area che il Comune vorrebbe estinguere subito
MONTEMURLO. E' uno scontro silenzioso che dura ormai da più di trent'anni. Quello che vede coinvolti il Comune di Montemurlo e la Parugiano di Roberto Rosati sull'ex discarica delle Volpaie procede a colpi di sentenze e notifiche, in attesa che si arrivi alla parola fine. L'ultimo capitolo qualche giorno fa quando, in Comune, arriva la notifica di pagamento di circa 500mila euro. E' il contenuto di una recente sentenza non definitiva della Corte d'appello di Firenze in cui il Comune viene condannato, in questo caso definitivamente, a sborsare 277mila euro più gli interessi per il danno da inquinamento procurato dall'ex discarica alla zona circostante. In sostanza il discorso della Parugiano è questo: la presenza della discarica ha fatto perdere valore a tutta la zona, compresi gli immobili che hanno subito un ribassamento di valore, e per questo io voglio essere risarcito.
Una sentenza, quella della Corte d'appello, non definitiva invece per quanto riguarda il nocciolo di tutta la questione, ossia l'occupazione impropria, cioè senza esproprio, dell'area che venne poi usata per anni dal Comune come discarica. «Comprando finalmente l'area, come vogliamo fare e come ci permette di fare il 42 bis, anche la questione dell'inquinamento e quindi del danno causato non esisterebbe più - si difende il sindaco Mauro Lorenzini - Abbiamo deciso di agire in questo modo perchè vogliamo chiudere questo contenzioso che dura da troppo tempo. Io ho ereditato questa causa e adesso voglio riuscire a metterci una pietra sopra».
La volontà del Comune di accelerare i tempi coincide anche con la volontà di risparmiare qualcosa come un milione d'euro. Lo scorso gennaio una sentenza del Tar ha infatti annullato il decreto di esproprio emanato nel 2004 dal Comune, riconoscendo così l'occupazione dell'area delle Volpaie fin dal lontano 1986. La sentenza ha fatto lievitare a dismisura la cifra dell'intero contenzioso che, con tutti gli interessi del caso, ammonta adesso a circa due milioni d'euro.
Una bella botta per il Comune di Montemurlo, alle prese con uno degli anni più difficili dell'ultimo decennio dal punto di vista finanziario. Incontro a Lorenzini e alla sua giunta è andato però un nuovo articolo in materia di espropri, il cosiddetto 42 bis. Un articolo che permette ad un Comune di fare un nuovo esproprio per sanare l'utilizzo senza titolo di un bene per interesse pubblico, anche nel caso ci sia una causa in corso. Lo scorso gennaio la giunta Lorenzini approvava quindi una delibera in cui si impegnava ad espropriare l'area per un milione di euro. Una via accettata dalla legge ma dall'esito assai incerto: sarà infatti la Corte dei conti a decidere l'operazione è fattibile o meno.
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