Il Tirreno

Prato

ALLARME GIUSTIZIA

Il tribunale di Prato rischia di essere smantellato

PRATO. Non era mai successo, in quarant'anni di vita del Tribunale di Prato. E se succederà domani pomeriggio (dalle 16 in poi) è perché c'è bisogno di tenere alta l'attenzione sull'autonomia di...

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PRATO. Non era mai successo, in quarant'anni di vita del Tribunale di Prato. E se succederà domani pomeriggio (dalle 16 in poi) è perché c'è bisogno di tenere alta l'attenzione sull'autonomia di questo istituto giudiziario. Domani la seduta aperta del Consiglio provinciale (il tema è emblematico:«Se funziona la giustizia funziona meglio il Paese") si sposterà al secondo piano del Tribunale. La prima volta che un'assemblea consiliare viene convocata qui. «Il Governo ha annunciato altri tagli e accorpamenti che rischiano di ricadere sulla macchina della giustizia pratese: qui si rischia di tornare a una mera espressione geografica più che comunità amministrata». L'allarme è del presidente del Consiglio provinciale Giuseppe Maroso mentre il presidente della Provincia Lamberto Gestri mette in guardia la cittadinanza. «E' una pia illusione credere che se viene meno l'autonomia provinciale non si perdano i servizi. Chiediamo attenzione da parte del Governo perché il Tribunale di Prato non può sopportare ulteriori tagli. E' nell'interesse dell'economia del territorio». Un po' di personale di rinforzo è arrivato proprio dalla Provincia con i lavoratori del bando Linea 2 ma la situazione denunciata dal presidente del Tribunale Francesco Antonio Genovese si tinge di toni drammatici. «In tre anni siamo passati da 7.300 e 5.300 pendenze nella giustizia civile con una riduzione del 7% all'anno, ma c'è stata un'esplosione del penale che mi obbliga a spostare il personale amministrativo e a paralizzare il lavoro delle cancellerie. La coperta è corta e a preoccuparmi non è il numero dei giudici (19 sui 20 previsti): il personale in servizio è il 25% di meno di quello previsto dall'organico». Al capezzale del Tribunale scendono intanto Fondazione Cassa di risparmio di Prato, Provincia, Comune, Camera di commercio e Palazzo delle professioni che, unendo le loro risorse economiche, hanno permesso al Tribunale di affidarsi a una società di consulenza di Livorno per uno studio sulla razionalizzazione delle cancellerie, grazie a uno stanziamento di 200mila euro. «Perché non prevedere che l'ufficio del giudice di pace e tribunale vengano unificati?», è l'ipotesi lanciata da Genovese. Colpito dalla mannaia dei tagli del Ministero anche sul piano degli spostamenti quotidiani. Il Tribunale ha infatti in dotazione solo un'auto di servizio. Quell'unico mezzo viene utilizzato anche dai magistrati quando devono recarsi alla Dogaia per gli interrogatori. Ieri Genovese s'è ritrovato a piedi ed è toccato al presidente Maroso accompagnarlo a palazzo Buonamici per la conferenza stampa. (m.l.)

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