Il dolore
Gli stranieri invitano i pratesi a cena
Un gruppo di sei famiglie migranti aprirà la porta delle proprie case per cercare di abbattere il muro di diffidenza
PRATO. Apriranno le loro case agli "estranei", metteranno a disposizione frigoriferi e dispense, imbandiranno una tavola con le posate e le pietanze profumate della loro terra. Indovina chi viene a cena? Sono i pratesi che riceveranno un invito speciale da un gruppo di sei famiglie migranti provenienti da Cina, Pakistan, India, Camerun, Eritrea e Sri Lanka.
E così, piano piano, la curiosità di conoscersi verrà mangiando e, di fronte a un piatto di riso alla cantonese o di pollo alle spezie, si sgretoleranno muri di diffidenza e indifferenza, in uno scambio di cordialità reciproche. "Indovina chi viene a cena?" non è il remake della celebre pellicola del 1967, ma il nome dell'iniziativa che Assemblea Libertà è Partecipazione porterà a Prato dal prossimo settembre, con il patrocinio del ministero per l'Integrazione e nell'ambito della Rete italiana di cultura popolare con sede a Torino. Il trucco sta nel far sedere intorno a uno stesso tavolo persone provenienti da realtà geografiche diverse: non si tratta però di andare tutti insieme a un ristorante etnico, ma di realizzare un piccolo esperimento nell'intimità del focolare domestico. Mentre i giovani Alp scaldano i muscoli per settembre, quando riprenderanno i corsi di conversazione d'italiano per stranieri (l'ultima stagione è terminata sabato scorso) in concomitanza con l'iniziativa "Indovina a cena?" (le cene si terranno l'ultimo sabato di ogni mese), per il prossimo venerdì 8 giugno (il luogo forse una delle piazze del centro storico, è da definire) è attesa la presentazionezio ufficiale delle famiglie straniere che hanno già accettato di aprire casa propria. Una cena all'aperto come "assaggio" dei manicaretti che faranno gustare ai pratesi da settembre in poi.
L'idea è partire con un elenco iniziale di cinque o sei famiglie per poi ramificare sul territorio quello che non si presenta tanto come un progetto gastronomico, quanto di interazione e relazione. «Chi partecipa sceglie di mettersi in discussione con una persona che non conosce, scommette in altre parole su quell'appuntamento. E il cibo, da questo punto di vista, è un potente veicolo di scambio culturale - fa notare Norcia -. L'obiettivo è che poi si possano creare legami spontanei: l'italiano che ha ricevuto l'invito potrà, perché no, a sua volta contraccambiare» . Alla cena dell'8 giugno parteciperà anche Antonio Damasco, direttore della Rete di cultura popolare che ha messo le ali a questo progetto pilota già in altre città tra cui Torino, Milano e Roma, e con cui si è creato nei mesi scorsi un proficuo contatto dei ragazzi di Alp. Con una differenza: nel resto d'Italia l'adesione a "Indovina chi viene a cena?" ha interessato le istituzioni, a Prato per portare avanti sul territorio il progetto si è fatta avanti un'associazione. Per chiedere informazioni e aderire: l.partecipazione@gmail.com.
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