Finanza
Richiesta di sfratto per l’imprenditore Fusi
Udienza in Tribunale per la casa di via del Palco, di Ponte Vecchio e per la villa di Forte dei Marmi
PRATO. Martedì 29 maggio in tre Tribunali toscani ci saranno altrettante udienze di sfratto assai particolari. Anche questa volta la motivazione è la morisità degli inquilini e dietro al mancato pagamento c’è la crisi che mina l’economia in Italia ma a non pagare non è una dei tanti operai che ha perso il lavoro ma un imprenditore pratese. Un imprenditore che non paga l’affitto in casa propria. Più o meno.
L’imprenditore in questione è Riccardo Fusi, socio del Gruppo Hbf-Btp che sarà chiamato dai giudici di Prato, Viareggio e Firenze perchè non sta pagando l’affitto della casa di via del Palco (quella dove vive con la famiglia alla Castellina), della villa al Forte dei Marmi e del mega appartamento sul Ponte Vecchio a Firenze, utilizzato per molto tempo come immobile di rappresentanza.
Ma com’è possibile tutto ciò? Semplice. Gli immobili non erano di proprietà di Fusi o di suoi parenti stretti ma di una società immobiliare, Il Forte spa, con cui la famiglia Fusi aveva stipulato dei contratti di affitto e in forza dei quali utilizzava gli immobili in questione. Affitto che ovviamente ormai da quando è cominciata la crisi del Gruppo di costruzioni, ormai mesi e mesi, non viene più pagato.
Lo sfratto non è però come potrebbe sembrare un banale atto formale: i professionisti che ora gestiscono la società immobiliare, sotto il coordinamento di Hbf (la capofila in concordato) hanno infatti l’esigenza di rendere remunerativi gli immobili.
E se chi le usa non paga, così non è.
Quella di martedì è la prima udienza e pare scontato che Fusi e famiglia non dovranno lasciare in quell’occasione gli immobili. E’ probabile ci saraà una proroga ma soprattutto gli avvocati dell’imprenditore spiegheranno cosa il “proprietario-inquilino” ha intenzione di fare.
Lo sfratto arriva in un momento in cui emergono tutte le difficoltà della gestione del crac Hbf: proprio dei giorni scorsi è la notizia che l’azienda che ha acquistato il ramo di azienda di Btp collegabile agli appalti pubblici naviga in brutte acque e difficilmente potrà far fronte agli accordi presi con il commissario concordatario. (i.r.)
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