Finanza
Palancole e niente stop al traffico
Le fasi di realizzazione del piano: fogne e falda sono problemi risolti
PRATO. Ecco cosa prevede, in sintesi, il progetto di Luigi Ciatti.
L’inizio. La prima fase dei lavori prevede l’inserimento delle palancole su due linee distanti 21 metri l’una dall’altra nella porzione di strada dove oggi esistono i sovrappassi. Ventuno metri così suddivisi: quattro corsie di marcia di 3,50 metri ciascuna, uno spartitraffico di 3,40 metri, un marciapiede di sicurezza per ciascun lato di un metro e 50, oltre a 30 centimetri residui per parte per i sottoservizi. «Inserire le palancole al Soccorso - spiega Ciatti - non creerà problemi perché il terreno è di tipo argilloso-alluvionale». L’infissioneo delle palancole sarà tale da ottenere un tunnel alto 6 metri con gli ultimi 70 centimetri dell’altezza destinati alle prese d’aria, ai ventilatori, ai sistemi antincendio di illuminazione.
Seconda fase. Una volta infisse le lastre si comincia a scavare all’esterno fino ad arrivare alla viabilità già esistente. «Il progetto infatti - spiega l’ingegnere - non prevede alcuna interruzione della circolazione su quella direttrice perché in direzione nord e sud si utilizzeranno come viabilità alternativa delle complanari». In buona parte già esistenti: in direzione nord si utilizzerà via dell’Autostrada che procede parallelamente alla Declassata tra via Marx e via Roma. «Per collegare la porzione tra via Roma, via del Purgatorio e via Nenni - precisa Ciatti - si dovrà utilizzare, eliminandola, parte del piede del rilevato della massicciata dei sovrappassi e facendo una serie di espropri che saranno necessari anche nel caso del viadotto». In direzione sud la viabilità alternativa esiste già: via Torquato Tasso e via Panziera. «Chiaramente sfruttando la viabilità esistente nelle fase del cantiere, il disagio - dice Ciatti - sarà provocato dall’aumento di traffico».
Terza fase. Una volta deviato il traffico si inizia lo scavo all’interno delle palancole «con un abbassamento graduale e sfruttando la base dello scavo per procedere».
Quarta fase. Una volta abbassate le palancole alla quota corretta (con un macchinario apposito) per stabilizzare lo scavo e per puntellare le paratie, il progetto prevede l’inserimento, nel mezzo dello scavo, di un pilone di sostegno (palp-pila) e contemporaneamente la messa in opera di cordoli all’estremità superiore delle palancole così da bloccarle con puntoni di contrasto o con la stessa soletta di copertura.
La falda. E’ uno dei problemi da risolvere nel raddoppio interrato. «Si trova a un livello - dice l’ingegnere - di 10-12 metri di profondità ma il suo minor uso a causa della crisi, potrebbe averla fatta risalire». Problema che il progetto risolve: «Per evitare infiltrazioni è necessario saldare tra loro le palancole e realizzare sul fondo una soletta a tenuta stagna. Opere - aggiunge - che sarebbe bene fare subito per evitare problemi futuri».
Fogne. E’ il secondo problema da risolvere visto che uno snodo è proprio su via Roma e che verrà sicuramente intercettato. Due i sistemi individuati: o con un bypass di tubature (per altro indicato anche negli studi sull’impatto ambientale di Mauro di Prete) dal costo di 150mila euro, «oppure una soluzione alternativa - continua Ciatti - e forse più pratica è l’installazione di un sifone che frutterebbe un dislivello esistente tra le tubazioni attuali in grado di assorbire le perdite di carico». Per ripulirlo: autospurgo o un pompa automatica che sfrutterebbe il vicinissimo acquedotto industriale. «Risolvere il problema della fogna - conclude Ciatti è comunque possibile a costi ragionevoli».
Antincendio. Acquedotto industriale utile anche per il sistema antincendio a pioggia, posto sotto la copertura del tunnel. Si chiama Sprinkler installarlo costerebbe 230mila euro.
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