Il Tirreno

Prato

Raddoppio interrato, basso costo e super veloce

di Cristina Orsini
Raddoppio interrato, basso costo e super veloce

Soccorso, lo studio di fattibilità dell’ingegnere Luigi Ciatti: 19 milioni il tunnel, 15 con scavo in trincea. «Costi e tempi sentiti in questi mesi non sono realistici»

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PRATO. Semplice, veloce, poco costoso. E’ il raddoppio interrato della Declassata nel trattato tra via Marx e via Nenni, contenuto nello studio di fattibilità redatto dall’ingegnere Luigi Ciatti contitolare dello studio Prisma ingegneria e consegnato non più di due giorni fa in Comune. «Il sistema da me individuato è l’uovo di Colombo - spiega Ciatti - e sono stupito dei tanti numeri, sul fronte dei costi e dei tempi, sentiti in questi mesi che sulla base della mia esperienza semplicemente non sono realistici».

L’uovo di Colombo dell’ingegnere ha un nome: palancole . Nulla di astruso o poco conosciuto: se si fa una ricerca in internet, su Google, si ottengono oltre 41mila risultati con annesse foto. Si tratta di lamiere d’acciaio sagomato, di diverso spessore e di diversa rigidità, saldabili tra loro, che si infilano nel terreno e all’interno delle quali, con i dovuti accorgimenti per mantenerle bloccate e in asse, si può effettuare uno scavo. E senza alcuna interruzione delle circolazione stradale. Le palancole sono state usate per realizzare il passante di Mestre, sono il materiale maggiormente utilizzato nell’edilizia in nord Europa, soprattutto in Olanda, per contenere e arginare l’acqua.

Perché un tecnico di Prato, classe 1950, con studio anche a Bologna, un curriculum di tutto rispetto (ha collaborato alla lottizzazione del primo Macrolotto, alla realizzazione dell’invaso del Bilancino, ha progettato e diretto la rete telematica della lottizzazione del secondo Macrolotto industriale, l’impianto di affinamento delle acque in uscita da Baciacavallo per il loro riuso, ha realizzato il progetto dell’acquedotto industriale generale) si è preso la briga, investendo tempo e senza alcun tornaconto, di redarre un progetto di fattibilità per il raddoppio della Declassata alternativo al viadotto così caro al Comune? Ciatti sorride: «Trovo che il sindaco Cenni - dice - abbia fatto bene ad esprimere diverse perplessità sul progetto di raddoppio dell’asse viario attraverso il viadotto. Mi sembra si tratti di uno studio poco attrezzato, un po’ cieco».

Il perché è presto detto: il costo dell’interramento totale, quindi con copertura del tratto, chiavi in mano - ovvero con tutti le opere di contorno: spostamento delle fogne, impermeabilizzazione, costruzione delle vasche per l’accumulo dell’acqua piovana, sistema antincendio - dello studio Prisma è di 19 milioni 500mila euro. Tempi di realizzazione: 68 settimane, cioè un anno e quattro mesi. Nel caso nel quale si optasse per lo scavo in trincea senza copertura «perché i soldi non bastano - spiega Ciatti - ma con tutte le predisposizioni necessarie per eseguire successivamente l’intervento», l’impegno di spesa scenderebbe a 15 milioni 500mila euro.

Il confronto è d’obbligo. Secondo gli studi fatti dal settore Mobilità del Comune, il raddoppio in tunnel avrebbe un costo di 32 milioni di euro; quello in trincea in parte coperta (come prevede il piano strutturale) 25 milioni; il viadotto si attesta tra i 24 milioni 650mila e i 26 milioni 520mila euro in relazione alle fasi dell’intervento; il rilevato ampliato (ovvero il raddoppio in quota mantenendo il terrapieno) tra i 17 e i 20 milioni 600mila euro. Per farla breve, se la questione più seria da affrontare per il Comune resta l’ investimento, il progetto dello studio Prisma ha un costo inferiore tra i 5 e i 7 milioni di euro rispetto a quello del viadotto. Non poco. Ciatti è chiaro: «E’ solo questione di volontà, se le cose si voglio fare, la strada si trova». E si potrebbe trovare, usando il medesimo sistema delle palancole, anche la via per il raddoppio a raso. «Anche in quel caso - continua l’ingegnere - per eliminare i sovrappassi bisognerebbe infiggere nel terreno i laminati d’acciaio per poi procedere con i lavori». Costo? Quattro, forse cinque milioni di euro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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