Sicurezza
«Stop nomine spartitorie in Consiag un solo ad»
Troppe cose che non vanno nella politica, secondo il capogruppo Pd Carlesi che mette “paletti” sulle partecipate e tira qualche schiaffo bipartisan
PRATO. Troppe cose che non vanno nella politica cittadina. Massimo Carlesi, presidente del gruppo Pd in consiglio, mette "paletti" e tira qualche schiaffo. Bipartisan.
Che cosa ne pensa dei nomi in pole position per le nomine in Consiag?
«Continuo a pensare ciò che pensavo nel periodo delle primarie: in Consiag, non avendo più operatività diretta ma essendo di fatto una holding, è diventata fondamentale per le decisioni l'assemblea dei soci. Sarebbe sufficiente quindi un amministratore unico senza più consiglio di amministrazione con ovvi risparmi di costi e senza polemiche spartitorie tra i vari soci».
Non le sembrano nomine da Prima Repubblica?
«Sicuramente sì. Sono molto critico sull’impostazione. Ma sono anche convinto che non si possa fare a meno del Comune di Prato indipendentemente dal colore della giunta. E’ necessario responsabilizzare sindaco e assessori sulle decisioni per Consiag per evitare che prosegue un gioco molto pericoloso che rischia di portare alla distruzione un patrimonio della città».
Amministratore unico anche per altre partecipata?
«Assolutamente sì: Asm, Sori, Interport. Sono realtà con pochi soci, quindi è fondamentale l’assemblea anche a livello di indirizzo».
Presidente perché non era presente al circolo di Iolo per l'appunamento con il governatore Rossi?
«Avevo avvisato della mi assenza. Stimo e ritengo Rossi uno dei migliori presidenti di regione italiani ma l'attività svolta fino a ora su Prato non è sufficiente»
Spieghi, per favore.
«Prato sta perdendo il proprio ruolo all'interno della Regione Toscana, non c'è attenzione per quanto concerne le politiche sanitarie e sul sociale. Soprattutto resta il gravissimo handicap infrastrutturale di Prato che ha necessità di una presa d'atto e di un'azione concreta da parte della Regione. Capisco che sia complesso, vista l'incapacità della giunta Cenni di presentare progetti di qualsiasi tipo, salvo arrivare fuori tempo massimo e con idee prive di fondamento progettuale, però i bravi politici si misurano proprio di fronte a queste difficoltà».
Quindi è stata un’assenza polemica. La segretaria Pd è sulla stessa linea?
«Non so cosa pensi la segretaria. L'aggiorno costantemente su ciò che il gruppo fa. Sono fra quelli che dialogano in modo continuativo ma credo che sia urgente rendersi conto che essere all'opposizione, da parte del centrosinistra, significhi individuare politiche più incise e puntuali».
Opposizione light da parte della segreteria?
«I tempi sono cambianti e l’opposizione si deve fare in modo diverso, adattandola alla situazione reale della città e con una sterzata forte. Siamo di fronte a una fase difficile: il Comune non fa investimenti, la città è allo sbando, non si vede il futuro. Noi a sinistra dobbiamo dare fiducia , sostituirci all'incapacità della giunta, pungolare con idee e percorsi su urbanistica, bilancio, investimenti».
Giunta bocciata, ancora.
«Direi che è addirittura pericolosa perché siamo di fronte a un’inerzia totale. E ancora più grave è che se fa qualcosa butta sul tavolo progetti che fanno solo danno, vedi Declassata».
Carlesi ha cominciato la campagna elettorale?
«Se stare sul pezzo come sono sempre stato è fare campagna elettorale, allora sì. Se si invece si intente che sto cominciando a candidarmi a qualcosa, allora è no».
Si dice che stia già pensando a una lista civica.
«Chiunque si candiderà a fare il sindaco di questa città avrà bisogno di una lista civica. Il motivo è semplice: perché ci sono persone disposte a lavorare per la città senza avere tessere di partito in tasca, ma convinte del candidato espressione di un'area politica».
Forse i partiti hanno poco appeal.
«Anche, è evidente».
I ragazzi di Alp hanno chiesto le dimissioni di Cenni, secondo lei deve andare o restare?
«Il mio pensiero è sempre stato chiaro: Cenni deve uscire di scena per il bene della città».
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