Il Tirreno

Prato

Come ti truffo l’assicurazione

di Paolo Nencioni
Come ti truffo l’assicurazione

Il business degli incidenti stradali fra avvocati, liquidatori e carrozzerie

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PRATO. Il caso dei due avvocati pratesi ai quali la guardia di finanza contesta un’evasione milionaria (tre milioni di euro al primo, tre milioni e ottocentomila alla seconda) frutto della loro attività nel settore dell’infortunistica stradale, di cui abbiamo scritto nei giorni scorsi, ha riportato in primo piano la questione del business che gira intorno agli incidenti stradali, un affare che coinvolge avvocati, carrozzerie, periti, liquidatori e automobilisti con pochi scrupoli.

Da più parti ci si è chiesti: come fa un solo avvocato ad accumulare redditi per centinaia di migliaia di euro all’anno trattando le pratiche degli incidenti stradali? Che tipo di accordi prende con le carrozzerie. Un primo punto fermo, sul quale concordano molti addetti ai lavori, è che al momento il “pallino” è in mano alle carrozzerie. Ce ne sono alcune che trattano decine o anche centinaia di sinistri ogni anno, e che dunque sono molto appetibili per gli avvocati che dovranno svolgere le pratiche e incassare il relativo onorario. In alcuni casi sono i legali a farsi avanti per ottenere l’incarico dal carrozziere, in altri casi è quest’ultimo che contatta il legale proponendogli un “pacchetto” di incidenti da trattare. Ma la cosa più importante, e anche su questo concordano gli addetti ai lavori, è che talvolta il carrozziere accompagna la cessione del “pacchetto” con una “proposta indecente”: ti cedo gli incidenti, ma in cambio voglio che una parte del tuo onorario torni a me alla fine dell’anno. Ovviamente non si può generalizzare, ci sono tante carrozzerie e tanti avvocati estranei a queste dinamiche.

In genere la “quota-lite” spettante all’avvocato è del 10%. E’ verosimile che, dovendone rinunciare a un pezzetto di torta a vantaggio del carrozziere, qualche legale decida di scaricare il costo sul cliente, aumentando la percentuale della “quota-lite”.

Le mazzette però non si limitano solo al rapporto carrozziere-avvocato. Si parla insistentemente anche di tangenti che vengono chieste dagli agenti e dai liquidatori delle compagnie assicurative, nel primo caso per indirizzare i clienti verso un avvocato anziché verso un altro, nel secondo caso per sveltire o ritardare le procedure. E anche in questo caso non si può generalizzare. «Il fenomeno è talmente esteso che è anche difficile combatterlo» commenta un avvocato di lungo corso che preferisce rimanere anonimo.

E poi ci sono i falsi incidenti, sui quali da anni indagano varie Procure in Toscana.

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