Sicurezza
«Basta inerzie su Soccorso e aeroporto»
Il presidente Ance Torri critica la litigiosità sul raddoppio della Declassata e i ritardi su Peretola
PRATO. Non piacciono ad Ance Prato né la litigiosità fine a se stessa sugli interventi al Soccorso né le continue dilazioni sulla pista dell'aeroporto di Firenze.
La posizione delle imprese edili di Ance è chiara: entrambe le questioni sono state ormai sviscerate da tutti i punti di vista, è tempo di passare ai fatti. Nel caso degli interventi sulla declassata all'altezza del Soccorso, la soluzione prospettata dagli uffici tecnici del Comune di Prato, quella del viadotto, appare plausibile e, con i dovuti e già previsti accorgimenti, tale da potersi integrare senza troppe difficoltà nel tessuto urbano. «La soluzione interrata sarebbe in via di principio preferibile - spiega Ance - ma oggettivamente assai meno realistica per le notevoli complicazioni sotto il profilo tecnico e per la sua onerosità».
«Noi siamo perché si arrivi alla soluzione del problema, che sia l'una o l'altra di quelle prospettate - precisa il presidente di Ance Prato Moreno Paolo Torri - Rileviamo soltanto che il loro grado di fattibilità oggettiva, sul piano sia tecnico che dei costi, è molto diverso. Tuttavia la cosa veramente importante è che l'una o l'altra opzione venga finalmente abbracciata senza tentennamenti e che la si porti avanti con determinazione. Guardare ad altri contesti e realtà europee - aggiunge - è utile, purché lo si faccia a tutto campo, guardando sia ai lavori pubblici che all'edilizia privata e ai suoi impatti estetici e paesaggistici. In ogni caso è essenziale pensare a cosa possiamo effettivamente fare e poi farlo davvero. Basta con l'inerzia».
Ancora più netta la posizione sulla pista dell'aeroporto di Firenze: «L'Enac non ha fatto altro che dire che il re è nudo. Anzi, lo ha ripetuto, perché la sua posizione era già nota e corredata dalle relative argomentazioni tecniche. Che la pista obliqua sia poco proponibile è cosa nota. La soluzione quasi-parallela al tracciato autostradale è quella che garantisce una maggiore efficacia e funzionalità. Noi abbiamo sempre sostenuto la cosiddetta 12-30 e continuiamo ad essere convinti che sia quella la strada da battere. In ogni caso non si tratta di voler dettare i tempi alla politica, come lamenta il presidente della Regione Rossi: sono le esigenze dell'economia e dello sviluppo a richiedere a gran voce rapidità di decisione e di operatività. Peccato però - conclude – che non le si stia a sentire, come dimostra questa eterna discussione sulla pista».
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