Il Tirreno

Prato

Rapinatori riconosciuti dai testimoni

di Paolo Nencioni
Rapinatori riconosciuti dai testimoni

In manette tre campani: fecero irruzione in un kebab al grido di «siamo napoletani!». Paziente indagine dei carabinieri

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MONTEMURLO. Erano talmente sicuri di farla franca che sono andati a rapinare il negozio di kebab a volto scoperto, ma una paziente indagine dei carabinieri della Tenenza di Montemurlo ha consentito di arrestare tre campani con l’accusa di rapina, che ora sono chiusi nei carceri di Prato, Secondigliano e Poggioreale.

La rapina, di cui non si era avuta notizia, risale alla sera del 16 aprile, quando tre persone, una delle quali armata di coltello, fecero irruzione nel kebab gestito da un pachistano di 40 anni in via Montalese 573. I tre minacciarono il gestore e si fecero consegnare l’incasso, in tutto 800 euro. Per essere più convincenti guardarono dritto negli occhi il pachistano e gli urlarono: «Siamo napoletani», cosa peraltro vera. Poi fuggirono a bordo di un furgone bianco.

Nel negozio non ci sono telecamere, ma oltre al pachistano, i tre banditi furono visti bene in faccia da alcuni ragazzi che si trovavano a passare lì vicino. E dalla sommaria descrizione fornita dai testimoni hanno preso il via le indagini del tenente Errico e del maresciallo Alioto, coordinate dal capitano Alfieri.

Nel giro di pochi giorni i carabinieri hanno individuato un sospetto, Ciro Scarimboli, 40 anni, originario di Ercolano ma domiciliato a Montemurlo, dove fa l’operaio in una ditta di stracci. Gli altri due sembravano essersi volatilizzati. Ma i loro nomi sono saltati fuori perché, pur abitando in Campania, erano stati recentemente controllati insieme a Scarimboli. Si tratta di Stefano Cutolo, 37 anni, residente a Ercolano, e Saverio Borrelli, 24 anni, originario di Portici. Dunque sono state mostrate le foto ai testimoni, che le hanno riconosciute, in particolare in titolare del kebab, che aveva avuto modo di vederli da vicino.

Nel frattempo il sostituto procuratore Eligio Paolini, cui era stata inviata un’informativa dei carabinieri, ha chiesto e ottenuto dal giudice per le indagini preliminari un’ordinanza di custodia cautelare per tutti e tre.

La prima ordinanza, nei confronti di Ciro Scarimboli, è stata eseguita lo scorso 8 maggio, mentre Stefano Cutolo è finito in manette il giorno dopo, arrestato dai carabinieri di Torre Annunziata.

All’appello mancava solo Borrelli, che deve aver saputo che lo cercavano, perché l’11 maggio si è presentato spontaneamente al carcere di Secondigliano e si è fatto rinchiudere in cella. Probabilmente si tratta di una strategia difensiva per ottenere un trattamento migliore quando si troverà davanti a un giudice.

Nessuna traccia ovviamente dell’incasso rapinato, che è stato speso o messo da parte.

I due campani che vivono nell’hinterland napoletano sembra che abbiano passato solo un breve periodo a Montemurlo insieme all’amico Scarimboli. Per questo forse pensavano che nessuno li potesse riconoscere durante la rapina compiuta al kebab di via Montalese.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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