Il Tirreno

Prato

Perplessità sul progetto per l’emersione

Bugetti (Pd): «L’idea non è limitata agli imprenditori cinesi». Critici Morganti (Lega) e Milone

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PRATO. Emersione del lavoro nero, rilancio del sistema confidi, pianificazione dei fondi comunitari per il settennato 2014/20 con la priorità di assegnare i fondi alle aziende che investono in ricerca e sviluppo; il governatore della Toscana Enrico Rossi ha presentato, in un incontro organizzato dal Pd al circolo di Iolo, la sua ricetta per il rilancio dell' economia toscana e pratese.

«A gennaio 2013 faremo una prima riunione per decidere come intercettare questi finanziamenti,- ha spiegato -Prato deve fare parte del tavolo. I tempi sono stretti non possiamo perdere tempo».

Intanto il governatore ha in mente un altro progetto legato all'emersione del lavoro nero delle confezioni da agganciare al sistema del tessile abbigliamento.

«L'idea - ha puntualizzato la segretaria provinciale del Pd Ilaria Bugetti - non è limitata agli imprenditori cinesi, ma ha un respiro più ampio che rientra nell' idea di legalità. I primi di giugno la proposta verrà presentata pubblicamente, quella sarà la sede per discuterne insieme».

Sollecitato dagli imprenditori, soprattutto dal presidente di Rete Impresa Alessandro Giacomelli, Rossi si è anche sbilanciato sul credito.

«Purtroppo - ha spiegato Anselmo Potenza, presidente della Cna - viviamo ancora nell' emergenza in quanto le aziende hanno i conti economici in ordine, ma non hanno liquidità. È venuto il momento di forzare il patto di stabilità e di avere una politica più concreta e vicino agli imprenditori».

Rossi ha assicurato un rilancio del sistema Confidi Toscana, che oggi copre il 70% del credito accollandosi anche i rischi.

«Penso a una struttura snella, non ad un carrozzone ministeriale, la Regione ha investito altri 20 milioni di euro che vanno a garantire un montante di 400 milioni di euro, raddoppiando di fatto la capacità della struttura».

La segretaria Bugetti ha anche accennato all' importanza del progetto Prato.

«La politica - ha detto - deve sedersi ad un tavolo insieme agli imprenditori, ai commercianti e agli artigiani per capire le loro esigenze. Ci sono tante aziende giovani che hanno bisogna di una sponda. Noi siamo dispoti a farlo riprendendo lo spirito comunitario di Prato non deve chiudere».

Tra gli interventi anche quello del presidente dell'Uip Riccardo Marini che ha ribadito il ruolo fondamentale dell'impresa, e quello del segretario generale della Cgil Alessandro Fabbrizzi che ha sottolineato l'importanza del lavoro come valore.

Tra i tanti temi affrontati, la proposta di Rossi di far emergere dall' illegalità le confezioni cinesi è quella che ha dato adito a maggiori critiche, la prima pietra è stata scagliata dall'europarlamentare della Lega Nord Claudio Morganti.

« Asserire che la Regione Toscana è disposta a finanziare l'emersione dal nero delle aziende cinesi è uno schiaffo a tutte quelle piccole e medie imprese e alle famiglie pratesi, oggi in difficoltà, che hanno contribuito a sviluppare l'economia della nostra città ed hanno pagato a caro prezzo l'enorme concorrenza sleale degli orientali».

Anche l'assessore comunale alla Sicurezza e Polizia municipale Aldo Milone controbatte al governatore Rossi.

«Mi chiedo - dice - quali risorse finanziarie Rossi intenda mettere a disposizione di artigiani e imprenditori locali che con innumerevoli sacrifici riescono ancora a portare avanti le loro aziende. Persone che, pur di non chiudere, sono anche costrette a chiedere prestiti alle banche (sempre che riescano ad ottenerli) per pagare tasse, stipendi e altri tributi. Forse come premio a questi "eroici" artigiani e imprenditori, perché in un momento come quello attuale meritano tale appellativo, il Governatore Rossi potrebbe mandare un pacco dono contenente una bella visita della Guardia di Finanza o dell'Agenzia delle Entrate. I confezionisti cinesi oltre a non pagare i contributi previdenziali per i lavoratori con regolare permesso di soggiorno, spesso e volentieri si "dimenticano" di pagare l'Irpef ed altri tributi». (al.ag.)

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