Italia
Pentole e fischietti: protesta al Met contro il sindaco
Flash mob di Alp alla “prima” di Prato incontra, Cenni arriva e li invita a partecipare. Cori anche contro Milone
PRATO. A suon di pentole sbattute coi cucchiai di legno, un po’ di schietti, qualche ululato di sirena, così è stato accolto il sindaco Roberto Cenni, sceso da un’auto blù ieri sera verso le 21,35, davanti al Metastasio in occasione della prima puntata della nuova serie di “Prato incontra”. E con un coro persistente di “dimissioni, dimissioni”.
Flash mob improvvisato ma nemmeno troppo - visto che l’ingresso del teatro era pattugliato da polizia e carabinieri già da quasi un’ora- di Assemblea libertà e partecipazione, con qualche giovane di Sel, Rifondazione, Verdi e alcuni esponenti del Pd. Una cinquantina in tutto. Una protesta rumorosa ma pacifica per ribadire che “Prato è un bene comune”- la nuova sigla dell’associazione nata da una costa Alp - condita da ironia: un ragazzo ha portato in giro un cassettina per raccogliere qualche spicciolo e sopra la scritta : “Donate un euro a un povero milionario”, il sindaco Cenni, ovviamente. Un altro sorreggeva un cartello: “Un euro per Roberto Cenni”.
Qualche decina gli spettatori della protesta, tutti in attesa di entrare al Met per la serata dedicata alla “pratesità “ molti dei quali hanno gradito poco la performance. Una signora di una certa età appena visto il sindaco scendere dall’auto è andata ad abbracciarlo, lui vestito scuro, ha buttato la sigarette e a passo deciso è si è diretto verso i ragazzi di Alp e li ha invitati ad entrare a teatro per seguire la serata. Fischi, cori e pentole.
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