Il Tirreno

Prato

Mamma perde il lavoro «E ora come campiamo?»

di Giovanni Ciattini
Mamma perde il lavoro «E ora come campiamo?»

Per tanti anni ha lavorato come cuoca, ora si trova con le spalle al muro «La fatica non mi fa paura, chiedo solo che mi sia data una possibilità»

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. «E ora come faccio ad andare avanti?». «E ora come faccio?» ripete la signora seduta davanti a noi in redazione con accanto il figlio maggiore. A volte chi inciampa e cade, lungo la strada della vita, fa fatica a rialzarsi. La donna, 47 anni, madre di tre figli (due minori, uno maggiorenne), ha avuto la sfortuna lo scorso febbraio di trovarsi improvvisamente senza lavoro. Da tre mesi non riscuote un euro, da tre mesi fa i salti mortali per pagare l’affitto (800 euro) e mettere in tavola il pranzo e la cena per i figli. A tutte le porte che ha bussato ha sempre trovato chiuso. La disperazione è nei suoi occhi, le lacrime sono trattenute a stento.

Un passo indietro. Dopo aver trascorso un lungo periodo alle dipendenze di un ristorante pratese, dove lavorava come cuoca, la donna lo scorso febbraio aveva scelto di accettare l’offerta di un’amica che l’aveva chiamata nella sua nuova attività. «E’ stata la mia rovina - spiega la donna - mi ero licenziata convinta di aver fatto la scelta giusta, ma me ne sono dovuta pentire prestissimo. Dopo quattro giorni la mia amica ha detto che non facevo più al caso suo, che il rapporto si era concluso». Nel frattempo il vecchio datore di lavoro l’aveva già sostituita.

«Ho cominciato a chiedere lavoro da tutte le parti, ristoranti, supermercati, - racconta - mi sono iscritta a tutte le agenzie interinali. Il massimo che ho ottenuto sono state tre mezze giornate alla Food Italia. Mi sono rivolta a don Luca Bongini, il sacerdote che gestisce le mense scolastiche, ma non ho ricevuto risposte. Tutti dicono di tenere presente la mia situazione, ma di lavoro vero neanche a parlarne. Il fatto è che non so come tirare avanti. Mio figlio maggiore ha un lavoro part time, ma coi suoi soldi non si riesce neanche a pagare l’affitto». La donna ha già avuto due colloqui con l’assistente sociale ma prospettive di aiuto, imminenti, non ce ne sono. «Chiedo solo di poter lavorare - prosegue la donna - ho 47 anni, posso fare qualsiasi tipo di lavoro, anche le pulizie. Ho ancora una vita davanti a me e due figli in età scolastica. Voglio mantenere la mia dignità, la fatica non mi fa paura. Come è possibile che in una città come Prato non ci sia la possibilità di trovare un impiego? ».

Ancora per questo mese la donna conta di pagare l’affitto, poi medita di chiedere ai nonni paterni di accogliere i figli più piccoli, mentre spera che quello più grande possa trovare una sistemazione per conto suo. Per lei, al momento, non vede futuro.

Il caso di questa mamma non sorprende né Riccardo Poli, direttore della Società della Salute, né la dirigente dei servizi sociali del Comune, Rosanna Lotti. «Siamo pieni di richieste di aiuto di persone che si trovano in gravissime difficioltà, o perché hanno perso il lavoro o perché non hanno un tetto- spiega Poli - cerchiamo di dare risposte a tutti, ma le risorse sono sempre più esigue. Perfino il numero degli assistenti sociali è sottostimato rispetto alle esigenze reali». «Uno degli strumenti che possiamo adottare in questi casi - aggiunge Lotti - è quello delle borse lavoro. Sono tirocini pagati (300-400 euro) in aziende, che in molti casi riescono poi a trasformarsi in contratti più lunghi. Vi sono anche possibilità di trovare sistemazioni alloggiative più economiche e richiedere un contributo economico per il pagamento, ad esempio, delle bollette». Ma il vero miracolo, sia chiaro, è un lavoro. Se qualcuno è in grado di offrirlo può segnalarlo al Tirreno.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze