Il Tirreno

Prato

il processo

Terapeuta assolta in Tribunale

Era accusata di essersi approfittata di una donna schizofrenica

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. L’avevano descritta come una specie di santona, ma è stata assolta con formula piena. Marisa Lapico, 56 anni, difesa da Massimo Taiti, era accusata di circonvenzione di incapace in seguito alla denuncia presentata da una donna di 41 anni, affetta da schizofrenia paranoide. La donna, residente a Lastra a Signa, si era affidata fin dal 2005 a Marisa Lapico, una naturopata che esercitava alla Castellina e sosteneva d poterla curare con prodotti naturali e una terapia psicologica. Fino a quel momento la donna di Lastra a Signa si era curata coi farmaci a Scandicci, ma cominciò a frequentare un’erboristeria e lì conobbe l’imputata, che la convinse a provare una terapia alternativa.

Nel frattempo la paziente, secondo la sua stessa denuncia, cominciò ad allontanarsi dai genitori e poi anche dal fidanzato.

L’accusa sosteneva che la dottoressa Lapico, approfittando dello stato di infermità psichica della paziente, l’avesse convinta a farle una serie di regali: un computer, mobili, una Fiat 500 del valore di 7.500 euro. In realtà l’esame della parte civile (che chiedeva 20.000 euro di risarcimento danni) ha fatto emergere alcune contraddizioni, tra le quali il valore dell’auto regalata alla dottoressa Lapico, che sarebbe stato di 800 euro e non di 7.500.

In sostanza il giudice monocratico Magi, nell’assolvere l’imputata, potrebbe aver considerato che gran parte delle accuse che le sono state mosse abbiano avuto origine dalle fantasie della paziente.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa