Sicurezza
Prato tra le province toscane più povere
Nel 2010 il reddito medio è stato poco più di di 22mila euro. I benestanti (sopra i 100mila euro) erano 1.321
PRATO. Più "poveri" dei pratesi ci sono solo i cittadini di Massa. Al contrario, i cugini pistoiesi e fiorentini se la passano meglio. Ma lo scivolone del 2009 è acqua passata. Le nostre tasche si sono riempite un po' di più nel 2010, con i guadagni cresciuti lievemente rispetto all'anno precedente, l'annus horribilis della crisi del tessile. Non che ora si sia smesso di tirare la cinghia. E chissà, a tal proposito, come andranno le dichiarazioni dei redditi 2012 dei pratesi, quelle in fase di compilazione in questo periodo. Intanto il dipartimento delle Finanze del ministero dell'Economia ha messo gli occhi sull'anno d'imposta 2010, snocciolando il reddito imponibile medio dichiarato dai contribuenti nei capoluoghi ai fini delle addizionali Irpef.
E, colpo di scena: dopo la caduta libera, con la perdita di ben 22 posizioni dal 2005 al 2009 nella classifica dei capoluoghi, e pur non mollando la centesima posizione in graduatoria che era la stessa dell'anno scorso (su 112 capoluoghi di provincia), la soglia di reddito medio imponibile denunciato nel 2010 è stata di 22.381,26, in recupero rispetto al 2009 quando è stata di 22.172,83 euro e riportandosi così poco sopra i valori del 2008 (22.363,08). Fra le altre province, il fanalino di coda è dato da Massa (imponibile medio di 21.683,76).
«Se prendiamo l’indicatore del reddito medio, prima dell'avvento del millennio qui a Prato si stava in un'oasi felice - ricorda il presidente dell'Unione industriali Riccardo Marini -. Andando a memoria, si viaggiava nell'ordine dei 27-28mila euro l'anno. Questo lieve aumento dei redditi nel 2010 è da imputare sicuramente alla ripresa dell'attività produttiva nella seconda metà di quell'anno. Ho paura però che il prossimo anno andrà peggio e i redditi dei pratesi s'abbasseranno di nuovo. L'ultimo semestre del 2011 è andato piuttosto male per il distretto. E, ora come ora, si potrebbe dire che siamo punto e a capo rispetto alla situazione economica del 2009».
Chiaramente si parla di redditi denunciati dai contribuenti che non scappano al fisco. E che si presentano puntuali all'appuntamento del commercialista per denunciare quanto hanno guadagnato in un anno. In termini assoluti, il popolo dei contribuenti che ha rispettato questa scadenza è aumentato: 105.858 nel 2010 a fronte dei 104.932. In pratica, un pratese su due ha denunciato la propria ricchezza.
Fra i 20 e i 26mila euro si colloca la fetta più consistente dichiarata (ammontare in euro di 441.902.803) e le classi di reddito prevalenti sono comprese fra i 10mila ai 26mila euro. C'è una griglia compresa fra i 10 e i 15mila euro l'anno, una soglia "rischiosa" perché spesso anticamera della povertà, che dal 2009 al 2010 è rimasta ferma. I contribuenti pratesi che tirano a campare con cifre modiche erano nel primo caso 20.037, 20.029 nel secondo. Si allarga intanto la forbice fra i ricchi e poveri (o presunti tale).
Nel 2010 erano 1.283 pratesi che dichiaravano un reddito sotto il migliaio di euro, un centinaio in più rispetto al 2009.
Di certo non sono i ricchi a piangere a Prato visto che, vuoi per il suo passato di fiorente centro industriale, la città è seconda a Firenze (qui sono 5.528 persone), per totale di contribuenti che dichiarano più di 100mila euro. E i pratesi "facoltosi" erano 1.321 nel 2010.
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