Il dolore
Le Pantanelle valgono due milioni
Il Consorzio Calice si propone di acquistare un terreno di 20mila metri quadri
PRATO. Il Comune di Prato intende senza alcun dubbio sfruttare al massimo i terreni delle Pantanelle. Una parte di questi terreni sono stati concessi in uso negli anni scorsi al Consorzio Calice perché vi potesse installare un impianto di trattamento di rifiuti provenienti da demolizioni di fabbricati. Una concessione che ha permesso all’amministrazione comunale di risparmiare 450mila euro (ovvero l’equivalente di 45mila metri cubi di materiale riciclato necessario alla formazione della massicciata stradale della Seconda Tangenziale). Ma i buoni rapporti col Consorzio Calice (presidente è Vincenzo Guarino, di recente condannato in primo grado a due anni e dieci mesi per associazione a delinquere finalizzata a turbativa d’astai) non si sono fermati qui. Al Consorzio Calice è stato anche concesso di realizzare e sfruttare per venti anni un impianto fotovoltaico nei 14mila metri quadri dell’area presa in carico. In cambio il Consorzio si era impegnato a prestare opere pari a 2,553.791,22 euro per la realizzazione della costruzione della Seconda tangenziale. Inoltre avrebbe svolto lavori per 20mila euro, gratuitamente, in cambio della proroga di due anni dell’area del frantoio. Il tutto suggellato dal dono di una Land Rover Defender alla Protezione civile. In realtà i progetti del Consorzio Calice sono in parte sfumati. Infatti in seguito alla riduzione degli incentivi sulle energie rinnovabili gli impianto fotovoltaico è stato accantonato. Tanto che il Comune di Prato si è trovato costretto lo scorso febbraio a indire una nuova gara (2 milioni di euro) per il completamento della viabilità. Ma le mire del Consorzio sui terreni delle Pantanelle comunque restano. Tanto che ha avanzato un’ulteriore proposta: acquistarne 19.500 metri quadri. Come già la volta precedente niente soldi ma opere pubbliche per un valore di 2 milioni e mezzo più un impianto fotovoltaico. Stavolta niente fuoristrada. Lo scopo è quello di trasformare in permanente un frantoio mobile. Il Comune, molto interessato, ora dovrà variare la destinazione (da agricolo a servizi) e quindi indire un bando di gara per invitare le imprese interessate a partecipare. In ballo c’è non la cessione della proprietà ma l’acquisizione in diritto di superficie per un periodo non superiore a 50 anni. (g.c.)
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