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Prato

«Servono incentivi per le aziende»

«Servono incentivi per le aziende»

Per il presidente Giusti è l’ora che la politica cambi rotta e si passi dal rigore allo sviluppo dell’occupazione

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PRATO. «Basta rigore, adesso è arrivato il momento di far ripartire l’economia altrimenti si rischia di fermare lo sviluppo». Con queste parole il presidente di Confartigianato Luca Giusti riaccende il dibattito sulle misure per rilanciare l’economia sollecitando un cambio di rotta da parte della politica.

Di recente si è svolta l’assemblea nazionale di Rete imprese Italia, nell’ambito della quale è stato chiesto al governo di cambiare passo sulle politiche economiche. Cosa significa?

«Dopo tanto rigore adesso occorre far ripartire la macchina, altrimenti il paese non cresce. Gli imprenditori vorrebbero che la stessa attenzione che viene dedicata alla caccia all’evasore fosse riservata anche a quei soggetti onesti, che dichiarano regolarmente il proprio reddito, ma che sono impossibilitati a pagare le tasse. Non si capisce l’accanimento dello Stato nei confronti di queste persone, le cui situazioni sono aggravate dalle sanzioni che vengono loro imposte pur sapendo che se sono in difficoltà è anche a causa dei crediti che vantano nei confronti della pubblica amministrazione».

La risoluzione del ritardo dei pagamenti della pubblica amministrazione verso i suoi fornitori è una questione cruciale per il futuro della piccola impresa.

«Purtroppo, il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera ha detto che al momento è impossibile che si possa saldare il debito della pubblica amministrazione e che il Governo cercherà di andare incontro alle imprese trovando il modo di certificare i loro crediti affinché possano scontarli presso banche e istituti».

Sembra che ultimamente ci sia una relazione tra crisi economica e la serie di suicidi avvenuti nell’ultimo periodo. Che cosa ne pensa?

«Non credo ci sia un rapporto diretto tra questo fenomeno e la crisi, che spesso è solo il fattore scatenante in una situazione già compromessa. Il modo dell’impresa è abituato a lottare e non è certo attraverso un gesto estremo come questo che ci può riuscire. Da parte dei media, è sbagliato strumentalizzare queste tematiche per riportare al centro del dibattito la necessità di cominciare a pensare al rilancio economico».

Nel concreto, quali sono le vostre proposte di rilancio?

«Si sono persi mesi a discutere sull’articolo 18 quando il problema maggiore che le imprese devono affrontare riguarda soprattutto le regole di assunzione. Occorrono misure che diano la possibilità di sfruttare i picchi di lavoro, in una settore in cui la maggior parte delle attività ha carattere sempre più stagionale e che perciò necessita di maggiore flessibilità in entrata. Tenendo conto delle tante persone, soprattutto giovani, tra le quali si alimentano aspettative senza creare i necessari presupposti di incentivazione per chi potrebbe creare occupazione e sviluppo». (ba.bu.)

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