Sicurezza
Il gioco non conosce crisi azienda pratese si espande
La “Extragiochi” apre nuove sale a La Spezia, Certaldo, Firenze e Livorno Ciofi: «Ci trasferiremo a Santa Lucia perché il Macrolotto è pericoloso»
PRATO. Sorpresa: in città c'è un settore che non conosce la parola crisi e viaggia tra i circuiti di slot machine, bingo e flipper. Un piccolo regno dell'industria di sale da gioco, tutto "made in Prato", forte e vincente anche fuori confine. Lo scettro è in mano a padre e figlio, Bruno e Fabio Ciofi. Una famiglia il cui nome è legato a quello di Gualtiero Ciofi, fratello di Bruno, storico presidente della Croce d'Oro di Prato dal 1991 al 2005, anche lui attivo dentro la società “Extragiochi” per un certo periodo.
Il nome del gruppo racconta la storia di un successo imprenditoriale che affonda le radici nel 1956, all'alba dell'industria del gioco. Niente franchising: ancora oggi le sale dipendono direttamente dalla casa madre pratese che dà lavoro a quasi una sessantina di dipendenti con una decina di sale sparse tra Prato (Bingo Stella di via Roubaix, l'ex Accademia del biliardo di via Pomeria, il vecchio bar Europa di viale Vittorio Veneto, un sala viale Galilei e l'ultima in piazza Mercatale), Pistoia e Siena. E non finisce qui. Perché “Extragiochi” è in procinto di battezzare altre sale entro l'anno, inizialmente a La Spezia e poi a Certaldo, Firenze e Livorno. Assunzioni all'orizzonte, dunque.
«I colloqui si tengono in questo periodo: è prevista una media di tre addetti a sala - fa sapere Fabio Ciofi -. A settembre inoltre la società traslocherà dalla sede storica di via Nara Marconi a Santa Lucia. Ci sposteremo in uno spazio decisamente più ampio, passando dai 300 mq ai mille della nuova sede. Anche in questo caso non si escludono nuove assunzioni».
C'è sicuramente la nota dolente della sicurezza dietro la decisione di “emigrare” dal Macrolotto verso Prato Nord: «Nel corso del 2011 - lamenta Ciofi - abbiamo subito due rapine, di cui anche a un dipendente che viaggiava per strada con l'incasso».
La sala principale del gruppo a Prato (l'insegna “Extragiochi” riunisce cinque società) è la Bingo Stella di via Roubaix: solo quella impiega 25 dipendenti.
«Qui a Prato più che su nuove aperture abbiamo puntato su acquisizioni di attività precedenti, riportandole in auge secondo nuovi criteri. La realtà pratese delle sale da gioco - fa notare il titolare - talvolta porta a cattive frequentazioni. Per colpa o merito della crisi, il settore è in espansione. Due le categorie dei giochi più gettonati in questo periodo: le new slot e la videolottery gestite dai monopoli di Stato. E i cinesi, categoria di giocatori molto particolare, rappresentano una felice eccezione. «Sono i più metodici - dicono dalla Extragiochi -. Se c'è un escamotage per vincere, di certo loro lo trovano».
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