Proteste
Arrestati tre confezionisti cinesi
Scoppia un incendio durante il controllo della squadra interforze a San Giusto
PRATO. Un principio d’incendio si è sviluppato lunedì mattina (ma la notizia è stata resa nota solo ieri) durante un controllo della squadra interforze in un capannone artigianale di San Giusto occupato da cinque confezioni cinesi e una ditta edile italiana. Un’altra confezione cinese è stata controllata a Montemurlo. Tre i confezionisti orientali arrestati per lo sfruttamento della manodopera clandestina. Ieri il giudice Signorini ha convalidato gli arresti ma ha rimesso in libertà i cinesi in attesa della direttissima, tra un mese.
Topi, sporcizia e bombole di gas ammassate in cucine improvvisate accanto a decine di giacigli utilizzati come dormitori: sono queste le condizioni trovate da carabinieri, polizia municipale e dagli altri enti della squadra interforze a San Giusto. Numerose le irregolarità riscontrate nei 1.300 metri affittati dagli imprenditori orientali. In particolare sono state rinvenute 23 persone prive di documenti personali e di soggiorno, tutte di origine cinese (altre 7 a Montemurlo). Un nascondiglio è stato scoperto nel corridoio che doveva essere una via di fuga ma era utilizzato come dormitorio: nella parte centrale, nascosta da materiali e macchinari e con un cunicolo come entrata, è stata rinvenuta un'area soppalcata di circa 800 mq di superficie comlessiva, con 5 cucine e 60 dormitori per 90 posti letto. Le condizioni igieniche sono apparse pessime: durante l'ispezione in più di una circostanza sono stati avvistati ratti, mentre i loro escrementi costellavano l'intera zona ad uso abitativo. Trovate anche 29 bombole di gpl da 15 chili ciascuna: mentre gli agenti eseguivano il controllo in una delle cucine, dove si stava preparando la colazione a base di cibi fritti, è divampato un piccolo incendio, prontamente estinto. «Come abbiamo sottolineato anche in altre occasioni - ha commentato l’assessore alla Sicurezza Aldo Milone - l'attività di controllo non è improntata solo al contrasto dell'illegalità, ma anche alla prevenzione dello scoppio delle bombole che abusivamente vengono stoccate nelle cucine ricavate nei capannoni. In questo senso colpiamo anche i proprietari immobiliari, che non possono lucrare sull'affitto di locali dove si realizzano violazioni di legge così gravi». Il capannone di San Giusto è stato sottoposto a sequestro penale (ma non quello di Montemurlo)e anche il titolare dell'impresa immobiliare proprietaria sarà segnalato per avere indebitamente frazionato l'immobile.
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