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Prato

Libri e borse di studio, a rischio i fondi per il 2013

Libri e borse di studio, a rischio i fondi per il 2013

L’assessore Pieri: «La situazione è grave. Ritengo difficile poter mantenere da parte del Comune la gratuità dei libri di testo alle scuole elementari»

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PRATO. Si chiama diritto allo studio e lo tutela anche la Costituzione. Un'incognita in vista di settembre, mentre il pensiero degli alunni pratesi ormai vola all'estate. E' quel piccolo aiuto che va agli studenti che non sono figli di papà ma a scuola hanno tutte le carte in regola. Un diritto che nell'anno scolastico 2011/2012, quello in corso, è stato esercitato anche a Prato, dove la carica dei richiedenti una borsa di studio è suonata per 3.418 alunni dalle elementari fino alle superiori. Tante sono state le domande inoltrate al Comune, ma le borse assegnate sono state 974 per un valore di 150 euro (scuole elementari e medie) e 250 euro (superiori).

Ma la coperta sempre più corta dei finanziamenti che lo Stato ha tagliato alla Regione fa sì che da settembre borse di studio e bonus per i libri di testo siano un punto interrogativo.

Giovedì scorso l'assessore alla Pubblica istruzione Rita Pieri, insieme ai colleghi di altre province, è stata a colloquio con la vicepresidente della Regione Stella Targetti che ha messo i Comuni di fronte sa una drammatica situazione: azzeramento del fondo statale per le borse di studio e taglio ai contributi per i libri di testo. «In queste condizioni è a rischio anche la gratuità dei libri di testo alle elementari che ha sempre pagato il Comune», è l'allarme dell'assessore Pieri. Si parla di 7 milioni e mezzo di trasferimenti statali in meno, la Regione ne tirerà fuori 4 milioni di tasca propria ma la torta è da spartire troppo grande.

L'ultima volta il trasferimento al Comune di Prato ammontava a circa 350mila euro: 170mila euro per coprire le borse di studio e quasi 183mila per il rimborso ai libri di testo. L'ultima graduatoria, quella relativa all'anno scolastico 2011/2012, ha premiato 1.482 ragazzi delle medie e superiori con bonus per acquistare i libri di scuola (il beneficio si aggira tra il 65% e il 90% della spesa sostenuta per l'acquisto).

In ambedue i casi, sia per ottenere la borsa di studio che i bonus libri, occorre che la famiglia di origine dichiari un Isee non superiore a 15mila euro. Requisiti che la dicono lunga sulle condizioni economiche dei genitori che devono fare fronte a budget ridotti dai quali ricavare anche la spesa dei libri per i figli che vanno alle medie e alle superiori.

La Regione dà la colpa ai tagli decisi dai governi Berlusconi e Monti ma all'assessore alla Pubblica Istruzione Rita Pieri resta un boccone troppo amaro da mandare giù.

«Capisco tutto, ma finora il diritto allo studio non era mai stato toccato. Sembra di ritornare indietro nel tempo. Mi preoccupa molto la mancanza di fondi per le borse di studio per le quali abbiamo da anni lunghe graduatorie in scorrimento e domande che aumentano di anno in anno».

Impossibile reperire tra le pieghe del bilancio comunale le stesse risorse che la Regione trasferiva all'amministrazione pratese per le provvidenze per il diritto allo studio. Ma da qualche parte dovranno spuntare.

«Dalla Regione ci arriva l'indicazione a pensare a dei "pacchetti scuola" per le famiglie superando la distinzione tra borse di studio e rimborsi libri - conclude Pieri -. Ma c'è molta incertezza in questa fase».

Maria Lardara

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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