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delegazione in visita

La Rocca diventa fortezza e attira studiosi esteri

La Rocca diventa fortezza e attira studiosi esteri

MONTEMURLO. Da simbolo della cultura montemurlese a meraviglia italiana fino ad arrivare al ritrovato blasone di fortezza. Così la Rocca di Montemurlo si riprende lentamente la gloria che le spetta....

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MONTEMURLO. Da simbolo della cultura montemurlese a meraviglia italiana fino ad arrivare al ritrovato blasone di fortezza. Così la Rocca di Montemurlo si riprende lentamente la gloria che le spetta. Dopo essere finita nell'albo delle mille meraviglie italiane, votata dal forum nazionale dei giovani, la Rocca ha infatti ricevuto nei giorni scorsi la visita di un nutrito gruppo di studiosi provenienti da tutto il mondo. Si è svolta venerdì scorso la visita al borgo di Rocca di una delegazione di esperti di varie nazionalità, provenienti da Messico, Spagna, Serbia, Russia, Finlandia, Polonia, Portorico e anche dall'Australia in visita a Firenze per partecipare ad una conferenza internazionale, promossa dall'Università di Firenze e di Pavia, sul tema del sistema delle fortezze medievali.

A guidare il gruppo erano presenti i professori Stefano Bertocci dell'Università di Firenze e Sandro Parriniello della facoltà d'ingegneria civile e di architettura dell'Università di Pavia. Ad accompagnarli nella visita c'erano gli assessori alla pubblica istruzione Rossella De Masi, l'assessore alla valorizzazione del patrimonio Gianluca Giancaterino, il presidente della Filiera Corta montemurlese Amanda Ravagli, l'architetto del Comune Giacomo Dardi e Antonio Petracchi. Soddisfatta l'assessore De Masi, che così ha commentato la visita.

«La rocca di Montemurlo pur non avendo la classica struttura a fortezza ha sempre avuto un ruolo di importanza strategica per il controllo della piana fiorentina nei secoli passati - sottolinea l'assessore De Masi - Pensiamo che il borgo della Rocca sia una delle nostre eccellenze da valorizzare e far conoscere. La visita di questa delegazione di studiosi internazionali ci fa quindi molto piacere perché contribuisce alla valorizzazione e alla conoscenza di un luogo ricco di storia e cultura - continua - Che è di fatto vicino alle grandi città d'arte come Firenze ma purtroppo ancora fuori dagli itinerari turistici più conosciuti e frequentati». (a.p.)

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