Attenzione
Grandi numeri per il Metastasio
Oltre 26mila presenze nonostante il calo degli spettacoli. Successo del “Il giardino dei ciliegi” prodotto dallo stabile
PRATO. Il teatro stabile Metastasio chiude la stagione con oltre 26mila presenze. Nonostante in cartellone quest'anno ci fossero meno spettacoli (96 recite contro le 104 della stagione 2010/2011 e le 109 del 2009/2010) il numero degli spettatori e degli abbonati è cresciuto. E - cosa che senza dubbio di questi tempi fa più onore al teatro- la situazione finanziaria della struttura sembra essere meno disastrosa rispetto al passato.
Anche se, come ha dichiarato il presidente Umberto Cecchi, «i conti continuano ad essere una nostra preoccupazione, in un momento storico in cui le istituzioni, messe in ginocchio dai tagli, hanno sempre meno soldi da destinare alla cultura».
Lo stabile, nella stagione appena conclusa, ha prodotto sei spettacoli ("La cantatrice calva", "Sarabanda", "Il giardino dei ciliegi", "Ubu Roi", "Lo schifo" e "I fratelli Karamazov"). Tre dei quali messi in scena dalla compagnia stabile del teatro. Tenendo conto del numero delle recite e degli incassi, le produzioni che hanno avuto più successo sono state "La cantatrice calva ( 5 recite per un incasso di quasi 18mila euro) e "Il giardino dei Ciliegi" (11 recite per oltre 29mila euro).
«Il bilancio della stagione è positivo- ha commentato il presidente Cecchi. Il nostro obiettivo era quello di realizzare un cartellone vario, coinvolgendo la città e i giovani con le nostre iniziative e possiamo dire di esserci riusciti. "Il giardino dei Ciliegi" diretto da Magelli è stato un trionfo. Paolo ha avuto l'intuizione di trasformare il testo di Cechov in qualcosa di attuale, mutando totalmente l'iconografia classica della rappresentazione».
«Questa è stata anche la stagione del gemellaggio con lo stabile di Sardegna- aggiunge il presidente del Met- un'esperienza significativa che ci ha permesso di creare un ponte con un'altra realtà e che ripeteremo coinvolgendo altre strutture».
Poi, sul fronte dei bilanci economici, Cecchi tira un sospiro di sollievo: «Siamo riusciti a risanare un po' di conti- commenta- abbattendo i costi, realizzando produzioni “economiche” e stipendiando gli attori della nostra compagnia stabile, che stanno facendo un ottimo lavoro. Quanto ai nostri dipendenti precari, abbiamo dato a molti contratti stabili. Se questo teatro va avanti è grazie anche al suo staff, preparato ed efficiente. I conti certo continuano a destare preoccupazione, anche perché i nostri soci fondatori hanno le mani legate e con il Governo tecnico ci hanno tolto anche la speranza di nuovi contributi».
Ma mentre il Metastasio fa il bilancio della stagione appena conclusa, il direttivo è già alle prese con i progetti per il prossimo autunno: il festival “Contemporanea” diretto da Edoardo Donatini, il Convegno dell'Etc aperto ai teatri europei e le nuove produzioni.
«Grazie all'esperienza del nostro direttore artistico- conclude il presidente Cecchi- maturata in decenni di lavoro all'estero, il Metastasio è entrato a far parte del'Etc (Convenzione teatrale ruropea). A ottobre ospiteremo un convegno internazionale e al momento stiamo lavorando per realizzare una coproduzione internazionale con altri teatri europei».
Quanto all'impegno del teatro sul fronte della formazione, sono in ponte dei progetti anche per la Scuola dei Mestieri del Teatro, ospitata dal Magnolfi Nuovo. Un unicum a livello regionale.
«La scuola è partita due anni fa con 22 iscritti- precisa ancora Cecchi- nessuno ha abbandonato strada facendo. Anche questa per noi è una grande soddisfazione. I ragazzi per la recitazione sono stati seguiti da Marcello Bartoli, Paolo Magelli e da altri grandi registi di passaggio come Castri e Balanescu. Anche io e Massimo Luconi abbiamo messo la nostra professionalità a servizio degli iscritti per corsi di drammaturgia, storia del teatro ecc. Il teatro non è solo la messinscena, ma tutto quello che c'è dietro. Non solo la teoria ma anche la pratica».
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