Il dolore
Tanti in difficoltà a pagare le bollette ma la rete sociale c’è
Menighetti (Cgil): «Quassù la crisi picchia duro» Associazioni ed enti hanno creato un fondo di aiuto
VAIANO. C'è chi bussa alla porta per farsi pagare una rata del mutuo, chi invece chiede una mano per farsi saldare una mensilità d'affitto o una bolletta salata. Eppure di quel 55enne ex operaio in mobilità, impiccatosi l'altra notte in un bosco a Schignano e in difficoltà con i pagamenti di affitto e bollette, nessuna traccia. Mai una richiesta d'aiuto che facesse presagire un gesto disperato e di cui il presidente Comitato di solidarietà fra vaianesi Onlus, Francesco Falconi, abbia memoria. «In paese tutti ci conoscono e sanno come trovarci. Dal 2009 a oggi abbiamo aiutato 48 famiglie attraverso un fondo di 50mila euro con risorse raccolte da iniziative di beneficenza e contributi privati».
La rete sociale c'è. A lanciare un salvagente ai vaianesi colpiti dal disagio economico e sociale è questa onlus costituita sotto l'egida della parrocchia cui si sono aggiunti il Comune, la Misericordia, l'Arci, l'Acli, la Cgil e la Cisl, la Coop Bisenzio-Ombrone, la farmacia e l'Operazione Mato Grosso. Forse li conosceva anche il vaianese che ha deciso di farla finita e comunque era ben inserito nel tessuto sociale avendo svolto volontariato presso la Pubblica Assistenza. In effetti, il disagio intercettato ultimamente dal Comitato, ben lungi dall'essere uno sportello di ascolto psicologico sul modello del servizio "Sos famiglia e lavoro" del Comune di Prato (che si avvale di professionisti), fa emergere un identikit diverso dal 55enne suicidatosi l'altra notte. «Da noi vengono coppie giovani, tanti italiani quanti stranieri, che cercano prima un lavoro dell'aiuto. Sono mossi da un forte senso di dignità, spesso non hanno una rete di sostegno nella famiglia di provenienza perché lontana». Il primo contatto avviene in Comune dove viene presentata la richiesta. Tocca poi a un nucleo ristretto del Comitato analizzarle tenendo conto di due regole importanti: l'anonimato e la segretezza. «Come Comitato non abbiamo una sede fissa. Spesso - spiega Falconi - incontriamo le persone a casa per non creare imbarazzi». Come dire: il paese è piccolo, la gente mormora. Il ruolo del Comitato è quello di tamponare situazioni di emergenza e il sentore è che queste ultime possano lievitare nei prossimi mesi. «L'invito è a rivolgersi al Comitato che rappresenta un canale d'aiuto. Una mano tesa contro la solitudine».
Bollettino di guerra in Vallata. Sulle rive del Bisenzio tira una brutta aria da tempo. Al lanificio Ugo Pacini la cassa integrazione in deroga (quella finanziata dalla Regione) per gli otto lavoratori è terminata il 31 dicembre scorso e l'azienda ha mandato tutti a casa. A breve chiuderà una tessitura con quattro dipendenti e anche in quel caso saranno dolori. «Tre aziende hanno chiuso nel 2011, così sarà probabilmente per altrettante nel 2012. La crisi quassù picchia duro», sottolinea Juri Meneghetti, responsabile Cgil di Vaiano.
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