Il Tirreno

Prato

Palla Grossa, ecco tutte le regole

di Carlandrea Poli
Palla Grossa, ecco tutte le regole

Un codice etico per essere ammessi al gioco: fuori i condannati o gli imputati per alcuni reati

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. «Sarà un evento sentito in questa città, con la collaborazione fra Comune e soggetti privati, nel rispetto del fair play e la speranza di un'ampia partecipazione».

Il vice sindaco Goffredo Borchi ha fissato delle precise coordinate giovedì pomeriggio in consiglio comunale nella presentazione del regolamento per il ritorno della Palla Grossa. Grande dovrà essere il senso dello sport da parte dei calcianti, ha prescritto Borchi, trovando un punto d'equilibrio fra la contesa maschia e il rispetto fra gli avversari.

«Un modo per capire se questa iniziativa sia da ripetere o meno gli anni prossimi - ha aggiunto -. Questa prima edizione in un certo senso tasterà il senso civico dei pratesi».

La prova della verità ci sarà a settembre, quando dal 5 al 16 settembre si svolgeranno le tre partite legate alla manifestazione, che rievoca le prime edizioni volute negli anni '80 dalle giunte Landini e richiama radici antiche secondo l'archivio storico pratese. I costi non rappresentano allo stato attuale un problema per l'amministrazione, visto l'impegno da parte degli organizzatori di autofinanziare al 100% tutte le partite. L'apprensione da parte della giunta e dal consiglio comunale, che ha licenziato il regolamento con una significativa unanimità, si concentrano sul rispetto di regole ferree per evitare strascichi violenti di un agonismo duro. Gli organizzatori pertanto sono stati molto risoluti sia nei criteri d'accesso che nelle regole di gioco. Chi è stato condannato con una sentenza emessa da meno di 5 anni, o risulta imputato o semplicemente indagato per una serie di reati di violenza, dalle risse agli omicidi volontari e preterintenzionali passando per gli stupri non potrà essere tesserato.

Basterà risultare implicato in un Daspo - il divieto a rimettere piede in uno stadio - per dire addio ai propri giorni da calciante. Tanta severità a dirla tutta ha pure mandato di traverso un paio di avvocati garantisti come Matteo Biffoni e Simone Mangani del Partito Democratico oltre al futurista Riccardo Bini, ma alla fine il consiglio si è adeguato alle regole fissate dagli stessi giocatori. Che in aggiunta dovranno certificare di non fare uso di sostanze dopanti. A scendere sul campo sabbioso saranno 25 per squadra - fuori competizione invece i capitani e i portacolori -, tutti di età compresa fra i 18 e i 60 anni, che si affronteranno in un match di 60 minuti. Avrà la meglio chi riuscirà a piazzare la palla più volte all'interno della posta. La lista delle azioni lecite e illecite da regolamento è una buona dimostrazione del rischio di cruenza, che gli organizzatori vogliono in ogni modo scongiurare. L'azione potrà indirizzarsi soltanto verso un avversario e lo scambio di pugni potrà avvenire solo se accettato da entrambi i calcianti. Vietato, pena l'espulsione, tirare i capelli, gettare la sabbia nel volto di un avversario o placcare da dietro. Inoltre, in caso di ferite o vistose perdite di sangue il calciante dovrà abbandonare il rettangolo di gioco. Le regole promettono di essere più intransigenti di quelle del calcio storico.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa